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Attualità

SCANDALO DIESELGATE: promossa l'azione di classe contro Volkswagen

 Nel 2014 L’Environmental Protection Agency (EPA) statunitense ha rilevato che il gruppo Volkswagen Auto s.p.a. ha abusivamente utilizzato per le proprie autovetture un software installato appositamente nella centralina del motore per ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea con i parametri richiesti per i veicoli diesel. Per effetto di tale software nella normale guida su strada le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelle dichiarate. In seguito a tale scoperta, la Volkswagen Auto s.p.a. ha riconosciuto l’esistenza e l’utilizzo di questo software fraudolento in 11 milioni dei veicoli di sua produzione. Nel settembre 2015 il colosso automobilistico ha inoltre annunciato la disponibilità ad utilizzare le riserve del penultimo trimestre del 2015, che ammontano a 6,5 miliardi, per la risoluzione del problema.

Fino ad oggi Volkswagen si è solo offerta di riparare a proprie spese i motori dei veicoli in cui è stato installato il software fraudolento rifiutandosi di pagare un risarcimento per eventuali perdite che i proprietari delle auto in questione possano aver subito come ad esempio la perdita di valore di rivendita del veicolo, un costo aggiuntivo per l'aumento del consumo di carburante.

L’installazione del software manipolato costituisce violazione sia del diritto statunitense che del diritto UE.

Negli USA, Il 22 febbraio 2016, con una denuncia di 719 pagine è stata presentata una class action per conto dei consumatori nel MDL contro Volkswagen AG e numerosi altri imputati, tra cui 9 dirigenti Volkswagen, funzionari e tecnici; altre case automobilistiche, tra cui Audi AG e Dr. Ing. H.C. F. Porsche AG;, che delinea presunte violazioni della Stati Uniti la legge federale e statale.

Per i nostri clienti in Europa abbiamo creato la Fondazione CLEAN (Consumers Lead Emissions Accountability Network) con sede ad Amsterdam (che costituisce l’unica giurisdizione a consentire il rimedio dell’azione di classe) per assistere i proprietari dei veicoli Volkswagen truffati dall’installazione del software fraudolento a rivendicare il proprio diritto al risarcimento del danno.

La Fondazione CLEAN, sebbene ancora all’inizio della propria attività, registra denunce da tutto il mondo. Infatti, già rappresenta vittime provenienti da : Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Italia, Belgio, Regno Unito, Grecia, Polonia e Repubblica Ceca.

La Fondazione quindi, si propone di prendere accordi per una soluzione globale a nome di tutte le parti lese. Essa è costituita da un Consiglio di Amministrazione e da un Consiglio di Sorveglianza che include Mr. Nicholas J. Roenneberg, ex capo di Global Claims a Munich Re, una delle più grandi compagnie di riassicurazione del mondo.

Global Justice Network ha quindi l’obiettivo di proteggere i diritti di tutti i consumatori che siano stati lesi, in ogni parte del mondo. Nella vicenda “Dieselgate” le vittime possono essere i proprietari di automobili nelle quali è stato installato il software fraudolento, nonché i concessionari di automobili e società di leasing.

Il nostro studio di consulenza legale opera nella protezione degli interessi dei cittadini presenti nel territorio svizzero. Vantiamo inoltre varie collaborazioni con vari studi legali internazionali nel mondo. In Italia, ad esempio, collaboriamo con i maggiori studi legali  con sede a Torino e a Roma.

Pertanto, invitiamo tutti i nostri clienti svizzeri vittime della vicenda e comunque interessati a partecipare ad un’azione di classe per ottenere il risarcimento dei danni subiti,  a mettersi in contatto con i nostri esperti legali che vantano decennale esperienza nella risoluzione di controversie internazionali e che, in merito al caso Volkswagen,  hanno già acquisito il know-how dell’operazione dai Partners in USA.

L aiuto umanitario Svizzero

L’aiuto umanitario  rappresenta la solidarietà della Svizzera verso le popolazioni in situazioni di emergenza. Le sue attività si concentrano sull’aiuto d’emergenza, sulla ricostruzione e sulla riabilitazione delle zone sinistrate nonché sulla riduzione dei rischi di disastri. L’aiuto umanitario pone le vittime al centro del suo impegno, in uno spirito di neutralità, indipendenza e imparzialità.

L’aiuto umanitario è uno dei quattro settori di attività della DSC. Esso si impegna a difendere gli interessi delle popolazioni vulnerabili, prima, durante e dopo conflitti, le crisi e le catastrofi naturali. A questo scopo dispone di vari mezzi di intervento:

  • il Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), costituito da 700 specialisti pronti a intervenire, è il braccio operativo dell’aiuto umanitario fornito dalla Confederazione. Il CSA è mobilitato sia per interventi d’urgenza che in progetti a medio e lungo termine. Gli esperti del CSA sono inoltre messi a disposizione di organizzazioni partner dell’ONU;
  • l’Aiuto umanitario svizzero sostiene finanziariamente le attività del CICR e le organizzazioni umanitarie dell’ONU e assiste varie organizzazioni umanitarie non governative attive sul campo;
  • la Catena svizzera di salvataggio, composta da 8 organizzazioni partner, può essere mobilitata rapidamente in seguito a un terremoto;
  • la Confederazione fornisce un aiuto alimentare in 38 Paesi con oltre 22 organizzazioni assistenziali svizzere e tramite il Programma alimentare mondiale dell’ONU.

Collegando l’aiuto d’emergenza a programmi a medio e lungo termine, l’aiuto umanitario svizzero mira a garantire gli effetti a lungo termine del suo impegno sul campo. Per il periodo 2013-2016, oltre due miliardi di franchi sono stati destinati agli aiuti umanitari per le popolazioni più svantaggiate.

GREECE: CAPITAL CONTROLS AND REFERENDUM

Dear clients, affiliates and friends,

Following the deadlock on its negotiations with the creditors and the expiration of the fiscal consolidation program, Greece has abruptly decided to call for a referendum and impose stringent capital controls-including banks closure and suspension of regulated markets until July 13th or further notice.

European Legal Consultancy (ELC) expresses its deep concern about the current situation of Greece, which it carefully monitors and evaluates so as to continue providing a comprehensive legal advice under these critical circumstances.

ELC, whose Swiss managing partner is a member of the Geneva Bar, has affiliatesin Zurich, Zug, Lausanne and Bern. This solid Swiss footing combined with a far reaching international presence- founding member of the Global Justice Network with partners in more than 25 jurisdictions- allowed us to adequately prepare in such times of crisis so as to maintain a proper legal support to all of our clients doing business in or with Greece. Our comprehensive structure and a prime financial and world banking practice allow us to continue providing our clients affected by events in Greece a complete service tailored to their needs.

We wish to thank you for your continuous trust, support and confidence and we hope that the present crisis will come to an end soon and that both Greece and Europe will come out of it stronger.

Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero


Legge sugli Svizzeri all’estero, LSEst del 26 settembre 2014
L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 40, 54 capoverso 1 e 69 capoverso 2 della Costituzione federale
visto il rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 27 gennaio 20142; visto il parere del Consiglio federale del 7 marzo 20143,
decreta:
Titolo primo: Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto
1 La presente legge disciplina:
a. le misure di assistenza, di messa in rete e di informazione degli Svizzeri all’estero, i loro diritti politici, l’aiuto sociale che può essere loro concesso
nonché il sostegno a specifiche istituzioni;
b. la protezione consolare accordata dalla Svizzera e gli altri servizi consolari.
2 La presente legge non disciplina la protezione diplomatica.
3 Sono fatte salve le disposizioni di trattati internazionali applicabili alla Svizzera.
Art. 2 Scopo
Con la presente legge la Confederazione intende:
a. disciplinare in modo uniforme e coerente i diritti e gli obblighi delle persone
e delle istituzioni svizzere all’estero nonché i servizi che essa fornisce loro;
b. promuovere le relazioni degli Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera;
c. agevolare la mobilità internazionale degli Svizzeri; 1 RS 101 2 FF 2014 1723 3 FF 2014 2379 Legge sugli Svizzeri all’estero 6214
d. promuovere la presenza della Svizzera all’estero e il suo inserimento nella rete di contatti internazionali.
Art. 3 Definizioni
Ai sensi della presente legge s’intende per:
a. Svizzeri all’estero: i cittadini svizzeri non domiciliati in Svizzera e iscritti al registro degli Svizzeri all’estero;
b. registro degli Svizzeri all’estero: il sistema d’informazione «Gestione in rete dei dati relativi agli Svizzeri all’estero (VERA)» del Dipartimento federale
degli affari esteri (DFAE) e i documenti cartacei;
c. Stato ospite: Stato estero nel quale è stabilita o riconosciuta una rappresentanza oppure nel quale soggiorna la persona in questione;
d. rappresentanza: una missione diplomatica, un posto consolare o qualunque altra rappresentanza della Svizzera all’estero che può svolgere compiti consolari.
Art. 4 Legislazione dello Stato ospite
Le autorità e le rappresentanze svizzere rispettano la legislazione dello Stato ospite.
Art. 5 Responsabilità individuale
Chiunque prepara e svolge un soggiorno all’estero oppure esercita un’attività all’estero ne risponde in prima persona.
Art. 6 Raccomandazioni
Il DFAE può pubblicare informazioni e raccomandazioni, segnatamente consigli di  viaggio.
Art. 7 Sportello unico
1 Il DFAE è l’interlocutore principale delle persone e delle istituzioni svizzere all’estero.
2 Fornisce i servizi consolari avvalendosi di norma della propria rete di rappresentanze.
3 Coordina il trattamento delle domande con i competenti organi dell’Amministrazione
federale e dei Cantoni ai quali sono assegnati compiti conformemente alla presente legge.
Art. 8 Strategia di politica estera
Nel definire la propria strategia di politica estera il Consiglio federale tiene conto degli interessi delle persone e delle istituzioni svizzere all’estero.
Legge sugli Svizzeri all’estero 6215
Titolo secondo: Svizzeri all’estero
Capitolo 1: Rete di contatti e informazione
Art. 9 Rete di contatti
1 Le rappresentanze curano le relazioni con la comunità degli Svizzeri all’estero e sfruttano la loro rete di contatti.
2 La Confederazione cura i contatti con le istituzioni che promuovono le relazioni degli Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera e che contribuiscono a migliorare l’assistenza a favore degli Svizzeri all’estero e il loro inserimento nella rete di contatti,
segnatamente con l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero.
3 La Confederazione promuove lo scambio dei giovani Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera.
Art. 10 Informazione
1 La Confederazione informa gli Svizzeri all’estero, in forma elettronica o cartacea, sui loro diritti e doveri nonché su tematiche legate alla presente legge.
2 Il DFAE può segnatamente mettere a disposizione degli Svizzeri all’estero una raccolta in forma elettronica delle basi legali che li riguardano, nonché fargli conoscere le istituzioni e la vita politica svizzere.
Capitolo 2: Registro degli Svizzeri all’estero
Art. 11 Iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero
1 I cittadini svizzeri non domiciliati in Svizzera devono annunciarsi presso la rappresentanza svizzera competente al fine di farsi iscrivere nel registro degli Svizzeri all’estero.
2 L’iscrizione è il requisito per esercitare i diritti e gli obblighi degli Svizzeri all’estero e accedere ai servizi forniti dalle autorità svizzere conformemente al presente titolo. Sono fatti salvi i casi in cui è urgente fornire un aiuto sociale.
Art. 12 Annuncio
1 L’iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero avviene annunciandosi presso la rappresentanza competente.
2 È competente la rappresentanza del luogo di domicilio dello Svizzero all’estero. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni.
3 Al raggiungimento della maggiore età secondo il diritto svizzero, la persona che era stata iscritta nel registro degli Svizzeri all’estero da minorenne è invitata dalla rappresentanza competente a confermare il suo annuncio.
Legge sugli Svizzeri all’estero 6216
4 I Comuni svizzeri notificano al DFAE tutti gli annunci di cittadini svizzeri che partono all’estero.
Art. 13 Comunicazione di cambiamenti
1 Gli iscritti al registro degli Svizzeri all’estero sono tenuti a comunicare alla rappresentanza competente ogni cambiamento o complemento da apportare ai dati che li riguardano.
2 Se in seguito a un cambiamento di domicilio all’estero o per altri motivi la competenza passa a una rappresentanza diversa, l’annuncio iniziale resta valido per la nuova rappresentanza competente.
3 I Comuni svizzeri notificano al DFAE tutti gli annunci di cittadini svizzeri che brimpatriano.
Art. 14 Radiazione dal registro e distruzione dei dati
1 L’iscrizione è radiata dal registro degli Svizzeri all’estero se la persona iscritta:
a. ha eletto domicilio in Svizzera;
b. non possiede più la cittadinanza svizzera;
c. era stata iscritta da minorenne nel registro degli Svizzeri all’estero e, nonostante essere stata invitata a farlo, non ha confermato il suo annuncio entro 90 giorni dopo il raggiungimento della maggiore età secondo il diritto svizzero;
d. è deceduta;
e. non è o non è più raggiungibile all’indirizzo indicato;
f. è dichiarata scomparsa.
2 La distruzione dei dati è disciplinata nelle disposizioni d’esecuzione.
Capitolo 3: Diritti politici
Art. 15 Diritto applicabile
1 Salvo disposizioni contrarie della presente legge o delle prescrizioni esecutive, per
gli Svizzeri all’estero vige la legislazione sui diritti politici degli Svizzeri in patria.
2 Per i diritti politici in materia cantonale e comunale è fatto salvo il diritto cantonale.
Art. 16 Estensione
1 Ogni Svizzero all’estero che ha compiuto i 18 anni di età può partecipare alle
votazioni ed elezioni federali e firmare domande d’iniziativa e referendum federali.
2 L’eleggibilità è determinata secondo l’articolo 143 Cost.
Legge sugli Svizzeri all’estero
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Art. 17 Esclusione dal diritto di voto
Per persone interdette escluse dal diritto di voto ai sensi dell’articolo 136 capoverso
1 Cost. s’intendono gli Svizzeri all’estero che:
a. secondo il diritto svizzero sono sottoposti a curatela generale, o rappresentati
da una persona che hanno designato con mandato precauzionale, a causa di
durevole incapacità di discernimento; oppure
b. secondo il diritto straniero sono sottoposti, a causa di durevole incapacità di
discernimento, a una misura di protezione degli adulti che le priva dell’esercizio
dei diritti civili, sempre che una tale misura possa essere pronunciata
anche in virtù del diritto svizzero.
Art. 18 Esercizio del diritto di voto
1 Gli Svizzeri all’estero esercitano il diritto di voto nel loro ultimo Comune di domicilio.
2 Se non hanno un Comune di domicilio, esercitano il diritto di voto nel loro Comune
d’origine. Se hanno più di un Comune d’origine, lo esercitano in quello che
hanno scelto al momento dell’annuncio di cui all’articolo 12.
3 Il voto può essere espresso deponendo personalmente la scheda nell’urna o per
corrispondenza o, purché siano soddisfatte le condizioni previste, per via elettronica.
4 D’intesa con i Cantoni e i Comuni interessati, il Consiglio federale promuove la
sperimentazione del voto elettronico per gli Svizzeri all’estero, conformemente all’articolo
8a della legge federale del 17 dicembre 19764 sui diritti politici.
Art. 19 Iscrizione nel catalogo elettorale e radiazione
1 Gli Svizzeri all’estero che intendono esercitare i loro diritti politici lo comunicano
al Comune in cui esercitano il loro diritto di voto (Comune di voto) per il tramite
della rappresentanza competente. Il Comune di voto li iscrive nel catalogo elettorale.
2 Gli Svizzeri all’estero che intendono rinunciare all’esercizio dei diritti politici lo
comunicano al loro Comune di voto per il tramite della rappresentanza competente.
3 Se le condizioni per l’esercizio dei diritti politici non sono più soddisfatte, se lo
Svizzero all’estero rinuncia a esercitare i propri diritti politici oppure se il materiale
di voto è rinviato al mittente per tre volte consecutive perché non ha potuto essere
consegnato al destinatario, il Comune di voto radia la persona in questione dal
catalogo elettorale.
4 Il Comune di voto e il DFAE si informano reciprocamente dei cambiamenti e delle
radiazioni di dati rilevanti per il diritto di voto effettuati nel catalogo elettorale o nel
registro degli Svizzeri all’estero.
4 RS 161.1
Legge sugli Svizzeri all’estero
6218
Art. 20 Catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero
1 Il Cantone tiene il catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero in modo centralizzato
presso l’amministrazione cantonale o presso l’amministrazione della capitale
cantonale.
2 Può tenere il catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero in modo decentralizzato se
i dati:
a. sono armonizzati e informatizzati in tutto il Cantone; oppure
b. sono periodicamente aggiornati su supporto elettronico presso un ufficio
centrale.
Art. 21 Misure di promozione
Nei limiti dei crediti stanziati, la Confederazione può prendere misure per facilitare
l’esercizio dei diritti politici agli Svizzeri all’estero.
Capitolo 4: Aiuto sociale
Sezione 1: Principio e misure preventive
Art. 22 Principio
La Confederazione concede l’aiuto sociale agli Svizzeri all’estero che vivono in
stato d’indigenza, alle condizioni previste nel presente capitolo.
Art. 23 Misure preventive
La Confederazione può, in casi speciali, prendere o sostenere misure atte a proteggere
gli Svizzeri all’estero da un’indigenza imminente.
Sezione 2: Condizioni per ottenere l’aiuto sociale
Art. 24 Sussidiarietà
L’aiuto sociale è concesso soltanto agli Svizzeri all’estero che non possono provvedere
sufficientemente alla loro sussistenza con mezzi propri, con contributi privati o
con aiuti dello Stato ospite.
Art. 25 Pluricittadinanza
Agli Svizzeri all’estero che possiedono più nazionalità non è di norma concesso
l’aiuto sociale se la nazionalità straniera è preponderante.
Legge sugli Svizzeri all’estero
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Art. 26 Motivi di esclusione
L’aiuto sociale può essere rifiutato o revocato se il richiedente:
a. ha leso gravemente interessi pubblici svizzeri;
b. ottiene o tenta di ottenere prestazioni di aiuto sociale facendo scientemente
dichiarazioni inesatte o incomplete;
c. si rifiuta di informare gli organi di aiuto sociale sulla sua situazione personale
o di autorizzarli a raccogliere informazioni;
d. non adempie le condizioni o gli oneri impostigli, oppure non notifica le
modificazioni essenziali della sua situazione;
e. non fa manifestamente quanto si potrebbe ragionevolmente esigere per
migliorare la propria situazione;
f. utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto sociale.
Sezione 3: Prestazioni di aiuto sociale
Art. 27 Genere ed entità
1 Il genere e l’entità dell’aiuto sociale sono determinati secondo le condizioni particolari
dello Stato ospite, tenendo conto dei bisogni vitali di uno Svizzero che vi
risiede.
2 La Confederazione può concedere un aiuto supplementare agli Svizzeri all’estero
che percepiscono prestazioni di aiuto sociale dallo Stato ospite, nel rispetto del
principio sancito al capoverso 1.
Art. 28 Condizioni e oneri
Le prestazioni di aiuto sociale possono essere vincolate a condizioni e oneri.
Art. 29 Cessione e costituzione in pegno
1 Le prestazioni di aiuto sociale della Confederazione che sono state garantite non
possono essere né cedute né costituite in pegno.
2 Ogni cessione o costituzione in pegno di aiuti sociali della Confederazione è nulla.
Art. 30 Rimpatrio
1 La persona indigente può essere invitata a rimpatriare se tale provvedimento è nel
suo interesse o in quello della sua famiglia. In questo caso la Confederazione non
versa o cessa di versare prestazioni di aiuto sociale all’estero.
2 La Confederazione assume le spese di rimpatrio. Può assumere tali spese anche se
l’indigente decide spontaneamente di rimpatriare.
Legge sugli Svizzeri all’estero
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Art. 31 Spese di sepoltura
La Confederazione può assumere le spese per una decorosa sepoltura degli Svizzeri
all’estero indigenti deceduti fuori della Svizzera, per quanto non vi provvedano i
parenti o lo Stato ospite.
Sezione 4: Procedura
Art. 32 Richiesta
1 Gli Svizzeri all’estero chiedono l’aiuto sociale della Confederazione rivolgendosi
alla rappresentanza competente.
2 La rappresentanza esamina e completa la richiesta e la trasmette, con rapporto e
proposta, alla Direzione consolare (DC) del DFAE.
Art. 33 Decisione
1 La DC decide in merito alle richieste sottopostele e si fa garante dell’aiuto sociale
che concede.
2 In casi urgenti l’aiuto indispensabile è concesso dalla rappresentanza; questa ne
informa la DC.
3 La DC può autorizzare una rappresentanza a concedere direttamente ulteriori prestazioni
di aiuto sociale.
Art. 34 Collaborazione delle società di soccorso
Le rappresentanze possono chiedere la collaborazione delle società svizzere di soccorso
all’estero.
Sezione 5: Restituzione
Art. 35 Obbligo di restituzione
1 Le prestazioni di aiuto sociale devono essere restituite se il beneficiario non ha più
bisogno dell’aiuto sociale e se è garantito un adeguato sostentamento per sé e per la
sua famiglia.
2 Le prestazioni di aiuto sociale ricevute prima del raggiungimento della maggiore
età o in seguito a titolo d’aiuto all’istruzione non devono essere restituite.
3 Chiunque ha ottenuto per sé o per altri prestazioni di aiuto sociale fornendo scientemente
indicazioni inesatte o incomplete è tenuto in tutti i casi a restituirle.
4 Gli eredi sono tenuti a restituire le prestazioni di aiuto sociale di cui ha beneficiato
il defunto, nella misura in cui si trovano arricchiti dall’eredità.
5 La DC decide circa la restituzione. Se le circostanze lo giustificano, essa può
rinunciare interamente o parzialmente alla restituzione.
Legge sugli Svizzeri all’estero
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Art. 36 Durata dell’obbligo di restituzione e crediti senza interessi
1 La restituzione di una prestazione di aiuto sociale può essere richiesta entro dieci
anni dall’ultimo versamento, salvo che il credito sia stato stabilito contrattualmente
o per decisione della DC.
2 I crediti derivanti dall’obbligo di restituzione non fruttano interessi.
Sezione 6: Ripartizione delle spese
Art. 37
1 La Confederazione assume le spese derivanti dalle prestazioni di aiuto sociale
concesse in base al presente capitolo.
2 Le spese che la Svizzera deve rimborsare a un altro Stato in base a una convenzione
d’assistenza sono a carico dell’ente pubblico competente del Cantone
d’origine.
Capitolo 5: Sostegno alle istituzioni a favore degli Svizzeri all’estero
Art. 38
1 La Confederazione può sostenere le istituzioni che promuovono le relazioni degli
Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera oppure che concedono aiuti agli Svizzeri
all’estero.
2 Essa può in particolare concedere aiuti finanziari all’Organizzazione degli Svizzeri
all’estero, per tutelare gli interessi e assicurare l’informazione degli Svizzeri all’estero.
3 Il DFAE può stipulare convenzioni di prestazioni con le istituzioni di cui al capoverso
1; vi definisce i diritti e gli obblighi di tali istituzioni e il sostegno finanziario
della Confederazione.
Titolo terzo:
Protezione consolare e altri servizi consolari a favore
delle persone all’estero
Capitolo 1: Protezione consolare
Sezione 1: Condizioni
Art. 39 Persone fisiche
1 La protezione consolare può essere concessa alle seguenti persone fisiche:
a. Svizzeri all’estero e cittadini svizzeri che soggiornano all’estero;
b. persone per le quali la Svizzera assume funzioni di protezione.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6222
2 Può essere concessa anche a cittadini svizzeri che possiedono più nazionalità, a
condizione che non ricevano già aiuto da un altro Stato.
3 Una persona che oltre alla nazionalità svizzera possiede anche la nazionalità dello
Stato ospite può beneficiare della protezione consolare svizzera se lo Stato ospite
non vi si oppone.
Art. 40 Persone giuridiche
1 La protezione consolare può essere concessa a persone giuridiche:
a. soggette al diritto svizzero e organizzate conformemente alle sue disposizioni;
e
b. il cui centro dell’amministrazione effettiva è situato in Svizzera.
2 A titolo sussidiario la protezione consolare può essere accordata anche alle persone
giuridiche all’estero se queste sono controllate da un cittadino svizzero o da una
persona giuridica ai sensi del capoverso 1 e se lo Stato ospite non vi si oppone.
3 Per controllo ai sensi del capoverso 2 si intende che la persona che lo detiene:
a. dispone direttamente della maggioranza dei voti nell’organo supremo;
b. ha direttamente il diritto di nominare o di revocare la maggioranza dei membri
dell’organo superiore di direzione o di amministrazione; oppure
c. può esercitare un’influenza dominante in virtù dello statuto, dell’atto di fondazione,
di un contratto o di strumenti analoghi.
Art. 41 Protezione di interessi stranieri
1 La Confederazione può assumere la protezione degli interessi di persone fisiche o
giuridiche di uno Stato straniero. La decisione in merito spetta al Consiglio federale.
2 La protezione di questi interessi non può andare al di là di quella prevista per le
persone svizzere.
Sezione 2:
Sussidiarietà, limitazione e responsabilità della Confederazione
Art. 42 Sussidiarietà
La Confederazione può sostenere persone fisiche e giuridiche all’estero che non
sono in grado o non possono essere ragionevolmente tenute ad assumere la tutela dei
propri interessi da sole o con l’aiuto di terzi.
Legge sugli Svizzeri all’estero
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Art. 43 Limitazione della protezione consolare
1 Non sussiste alcun diritto alla protezione consolare.
2 La Confederazione può rifiutare o limitare un aiuto segnatamente se:
a. vi è il rischio che tale aiuto sia pregiudizievole agli interessi in materia di
politica estera della Confederazione;
b. tale aiuto mette in pericolo altre persone;
c. la persona che richiede l’aiuto non osserva le raccomandazioni della Confederazione
oppure ha in altro modo dato prova di negligenza;
d. la persona che richiede l’aiuto ha abusato di precedenti aiuti.
3 Sono fatti salvi i casi in cui sia minacciata la vita o l’incolumità della persona che
richiede l’aiuto.
Art. 44 Responsabilità della Confederazione
1 Fatto salvo il capoverso 2, la responsabilità della Confederazione è disciplinata
dalla legge del 14 marzo 19585 sulla responsabilità.
2 La Confederazione non risponde:
a. delle raccomandazioni pubblicate e degli aiuti forniti;
b. se la persona in questione non ha osservato raccomandazioni della Confederazione
o ha in altro modo dato prova di negligenza.
Sezione 3: Aiuti
Art. 45 Assistenza generale all’estero
1 L’assistenza generale comprende segnatamente gli aiuti prestati in caso di malattia
e infortunio oppure gli aiuti prestati alle vittime di un grave crimine.
2 In casi particolari la Confederazione può partecipare a operazioni di ricerca e
salvataggio.
3 Se nell’ambito della sua assistenza la Confederazione è informata dalle autorità
dello Stato ospite del decesso di un cittadino svizzero con domicilio in Svizzera, lo
comunica agli stretti congiunti.
4 Nei procedimenti giudiziari all’estero le rappresentanze possono raccomandare un
patrocinatore legale sul posto, senza garanzia.
5 Le rappresentanze possono intervenire presso le autorità locali e centrali dello
Stato ospite tramite i canali consolari e diplomatici.
5 RS 170.32
Legge sugli Svizzeri all’estero
6224
Art. 46 Privazione della libertà
1 Se apprende che una persona è stata privata della libertà all’estero, la rappresentanza
si informa presso le autorità dello Stato ospite sui motivi di tale provvedimento.
2 La rappresentanza si adopera in particolare per:
a. mettersi in contatto con la persona in questione oppure visitarla, se è opportuno
o la persona in questione lo chiede;
b. garantire che siano rispettati il diritto a condizioni di detenzione dignitose, le
garanzie procedurali e il diritto alla difesa della persona in questione.
Art. 47 Prestiti d’emergenza
La Confederazione può concedere prestiti senza interessi, con obbligo di rimborso, a
persone fisiche in difficoltà che si trovano provvisoriamente all’estero:
a. per finanziare il viaggio di ritorno;
b. come aiuto transitorio;
c. per pagare le spese ospedaliere e mediche.
Art. 48 Situazioni di crisi
1 Ogni rappresentanza dispone di un dispositivo di crisi, segnatamente in caso di
conflitti armati, attacchi terroristici, disordini politici, incidenti della circolazione e
catastrofi naturali.
2 Il DFAE e le rappresentanze informano le persone fisiche e i loro familiari in caso
di una situazione di crisi e prestano loro tutta l’assistenza possibile.
3 Le raccomandazioni del DFAE in materia di sicurezza devono essere osservate. Se
la situazione di crisi perdura, il DFAE può raccomandare di lasciare la regione di
crisi. Le persone coinvolte decidono di lasciare la regione di crisi liberamente, a
proprio rischio e a proprie spese.
4 La Confederazione può partecipare a operazioni di ricerca e salvataggio condotte
dallo Stato ospite o da altri Stati.
5 In determinate situazioni di crisi, segnatamente in caso di conflitti armati e di
disordini politici, può consegnare lettere di protezione a persone fisiche e giuridiche
per la loro sicurezza personale o per quella dei loro beni.
6 In caso di guerra o gravi disordini può concedere un aiuto finanziario limitato nel
tempo a persone fisiche che hanno perso senza colpa i loro mezzi di sussistenza
all’estero.
Art. 49 Rapimenti e presa di ostaggi
1 La Confederazione può prestare assistenza a persone fisiche vittime di rapimenti o
di prese d’ostaggi all’estero.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6225
2 La rappresentanza venuta a conoscenza di un rapimento o di una presa d’ostaggi si
adopera per trovare aiuti sul posto. In particolare invita le autorità competenti dello
Stato ospite a prendere i provvedimenti necessari.
Capitolo 2: Altri servizi consolari
Sezione 1: Servizi consolari del DFAE
Art. 50 Servizi amministrativi
1 Il DFAE fornisce i servizi consolari di natura amministrativa che non sono disciplinati
da altre leggi o forniti da altri servizi, segnatamente legalizzazioni, attestazioni,
certificazioni da parte di una rappresentanza, depositi effettuati in una rappresentanza
o atti trasmessi alle autorità svizzere tramite una rappresentanza.
2 Il Consiglio federale disciplina questi servizi mediante ordinanza.
Art. 51 Consulenza in materia di emigrazione e rimpatrio
1 Il DFAE offre un servizio d’informazione e di consulenza in materia di emigrazione
e rimpatrio in particolare ai sensi dell’articolo 25 capoverso 1 della legge del
6 ottobre 19896 sul collocamento.
2 Il servizio di consulenza informa gli Svizzeri rimpatriati sulle prescrizioni d’entrata
e sulle condizioni di vita in Svizzera.
Art. 52 Navigazione marittima
Le rappresentanze forniscono servizi consolari nelle questioni concernenti la navigazione
marittima ai sensi degli articoli 43, 56, 57, 59, 65, 82, 119 e 120 della legge
federale del 23 settembre 19537 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera.
Sezione 2: Servizi consolari di competenza di altri dipartimenti
Art. 53 Stato civile
1 Il DFAE assicura il coordinamento tra le rappresentanze e i servizi dell’Ufficio
federale di giustizia (UFG) competenti in materia di stato civile.
2 Le rappresentanze svolgono i compiti concernenti lo stato civile svizzero all’estero.
A tale scopo collaborano con l’UFG e apportano le modifiche al registro degli
Svizzeri all’estero.
6 RS 823.11
7 RS 747.30
Legge sugli Svizzeri all’estero
6226
Art. 54 Cittadinanza
1 Il DFAE coadiuva l’Ufficio federale della migrazione (UFM) nelle questioni
relative alla cittadinanza.
2 Le rappresentanze cooperano in particolare agli accertamenti che devono essere
condotti all’estero in virtù degli articoli 10, 21, 23 e 28 della legge del 29 settembre
19528 sulla cittadinanza.
Art. 55 Documenti d’identità
Il DFAE coadiuva l’Ufficio federale di polizia per il rilascio, il ritiro e la perdita di
documenti d’identità all’estero secondo gli articoli 4–6, 7 e 8 della legge del
22 giugno 20019 sui documenti d’identità.
Art. 56 Notificazioni in materia militare
1 Il servizio militare degli Svizzeri all’estero e degli Svizzeri che possiedono più
nazionalità è disciplinato dagli articoli 4, 5 e 27 capoverso 2 della legge militare del
3 febbraio 199510.
2 Negli affari militari le rappresentanze forniscono segnatamente i seguenti servizi
consolari:
a. trasmissione di domande di congedo all’estero di cittadini svizzeri che hanno
omesso di chiedere tale congedo al momento del loro espatrio;
b. rilascio del foglio militare ai cittadini svizzeri che sono annunciati presso
una rappresentanza e raggiungono la maggiore età;
c. informazioni agli Svizzeri all’estero che scelgono di sostenere il reclutamento
e svolgere la scuola reclute e i servizi d’istruzione in Svizzera;
d. informazioni ai cittadini svizzeri che possiedono più nazionalità in merito al
servizio militare e al riconoscimento dell’adempimento dell’obbligo militare
nell’ambito di un accordo bilaterale.
Art. 57 Previdenza vecchiaia, superstiti e invalidità
Il DFAE coadiuva la Cassa svizzera di compensazione e l’ufficio AI per gli assicurati
all’estero per l’esecuzione dell’assicurazione facoltativa all’estero conformemente:
a. all’articolo 2 (Assicurazione facoltativa) della legge federale del 20 dicembre
194611 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti;
b. all’articolo 1b (Persone assicurate) della legge federale del 19 giugno 195912
su l’assicurazione per l’invalidità.
8 RS 141.0
9 RS 143.1
10 RS 510.10
11 RS 831.10
12 RS 831.20
Legge sugli Svizzeri all’estero
6227
Titolo quarto: Finanziamento, emolumenti e rimborso delle spese
Art. 58 Finanziamento
Mediante decreto federale semplice l’Assemblea federale stanzia il limite di spesa
per un periodo pluriennale per finanziare i provvedimenti previsti:
a. all’articolo 21 (Misure di promozione);
b. all’articolo 37 capoverso 1 (Aiuto sociale);
c. all’articolo 38 (Sostegno alle istituzioni a favore degli Svizzeri all’estero);
d. all’articolo 47 (Prestiti d’emergenza).
Art. 59 Emolumenti
Il Consiglio federale emana disposizioni sulla riscossione di adeguati emolumenti, ai
sensi dell’articolo 46a capoversi 2–4 della legge del 21 marzo 199713 sull’organizzazione
del Governo e dell’Amministrazione, per le decisioni, le prestazioni e
altri atti ufficiali ai sensi della presente legge.
Art. 60 Rimborso delle spese
1 La persona all’origine di un servizio consolare rimborsa le spese sostenute dalla
Confederazione.
2 Le spese sono rimborsate anche se il servizio prestato dalla Confederazione non è
stato fornito su richiesta della persona in questione, ma in base alla presunta volontà
e nell’interesse di quest’ultima.
3 Il Consiglio federale disciplina i dettagli e le eccezioni.
Art. 61 Rinuncia agli emolumenti o al rimborso delle spese
In caso di indigenza della persona in questione o per altre importanti ragioni può
essere concessa una dilazione oppure condonato parzialmente o totalmente il pagamento
degli emolumenti o del rimborso spese. Se il pagamento dell’emolumento o
del rimborso spese viene condonato parzialmente o totalmente è necessario considerare
se la persona in questione ha dato prova di negligenza.
Titolo quinto: Disposizioni finali
Art. 62 Rimedi giuridici
La procedura di ricorso è retta dalle disposizioni generali sull’amministrazione della
giustizia federale.
13 RS 172.010
Legge sugli Svizzeri all’estero
6228
Art. 63 Esecuzione
1 Il Consiglio federale esegue la presente legge.
2 Emana le disposizioni di esecuzione.
3 Per essere valide, le disposizioni cantonali di esecuzione richiedono l’approvazione
della Confederazione.
Art. 64 Collaborazione e delega di attribuzioni
1 I servizi della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni cooperano tra loro gratuitamente.
Il DFAE può stipulare convenzioni di prestazioni con servizi cantonali per
prestazioni straordinarie.
2 Gli uffici della Confederazione e le rappresentanze possono collaborare con autorità
straniere nei limiti delle proprie competenze.
3 Il Consiglio federale può stipulare accordi internazionali sui servizi in ambito consolare.
4 Può incaricare persone giuridiche private attive su un determinato territorio del
rilascio di visti o dell’adempimento di altri servizi consolari specifici, nel caso in cui
la Svizzera non possieda per questo territorio alcuna rappresentanza diplomatica
competente. A tale scopo può stipulare convenzioni di prestazioni.
Art. 65 Statistiche
Il Consiglio federale può ordinare i rilevamenti statistici necessari ai fini della presente
legge e affidare l’analisi dei dati raccolti all’Ufficio federale di statistica o al
DFAE conformemente all’articolo 4 della legge federale del 24 marzo 200014 sul
trattamento di dati personali in seno al Dipartimento federale degli affari esteri, alla
legge del 9 ottobre 199215 sulla statistica federale e all’articolo 15 capoverso 1 della
legge del 23 giugno 200616 sull’armonizzazione dei registri .
Art. 66 Abrogazione e modifica di altri atti normativi
L’abrogazione e la modifica di altri atti normativi sono disciplinate nell’allegato.
Art. 67 Disposizione transitoria
Le prestazioni concesse dalla Confederazione in virtù del diritto anteriore continuano
a essere versate anche dopo l’entrata in vigore della presente legge.
14 RS 235.2
15 RS 431.01
16 RS 431.02
Legge sugli Svizzeri all’estero
6229
Art. 68 Coordinamento con la legge del 20 giugno 2014 sulla cittadinanza
Indipendentemente dal fatto che entri prima in vigore la legge del 20 giugno 201417
sulla cittadinanza o la presente legge, all’atto della seconda di queste entrate in
vigore o in caso di entrata in vigore simultanea delle due leggi l’articolo 54 capoverso
2 della presente legge riceve il seguente tenore:
Art. 54 cpv. 2
2 Le rappresentanze cooperano in particolare agli accertamenti che devono essere
condotti all’estero in virtù degli articoli 7, 21 capoversi 2 e 4, 26 e 27 della legge del
20 giugno 201418 sulla cittadinanza.
Art. 69 Referendum ed entrata in vigore
1 La presente legge sottostà a referendum facoltativo.
2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.
Consiglio degli Stati, 26 settembre 2014 Consiglio nazionale, 26 settembre 2014
Il presidente: Hannes Germann
La segretaria: Martina Buol
Il presidente: Ruedi Lustenberger
Il segretario: Pierre-Hervé Freléchoz
Data della pubblicazione: 7 ottobre 201419
Termine di referendum: 15 gennaio 2015
17 FF 2014 4461
18 RS ...; FF 2014 4461
19 FF 2014 6213
Legge sugli Svizzeri all’estero
6230
Allegato
(art. 66)
Abrogazione e modifica di altri atti normativi
I
Sono abrogati:
a. la legge federale del 19 dicembre 197520 sui diritti politici degli Svizzeri
all’estero;
b. la legge federale del 21 marzo 197321 sull’aiuto sociale e i prestiti ai cittadini
svizzeri all’estero;
c. il decreto federale del 22 giugno 196222 concernente la concessione di una
garanzia sussidiaria alla Società cooperativa «Fondo di solidarietà degli
Svizzeri all’estero».
II
La modifica del 17 giugno 201123 della legge federale del 19 dicembre 197524 sui
diritti politici degli Svizzeri all’estero (Semplificazione del rinnovo dell’iscrizione
nel catalogo elettorale) è priva di oggetto.
III
Gli atti normativi qui appresso sono modificati come segue:
1. Legge del 13 dicembre 200225 sul Parlamento
Art. 152 cpv. 3
3 In caso di progetti essenziali e di modifiche pianificate nella rete di rappresentanze
diplomatiche e consolari svizzere all’estero, nonché prima di stabilire o modificare
le direttive e linee direttrici concernenti il mandato per negoziati internazionali
importanti, il Consiglio federale consulta le commissioni competenti per la politica
estera. Le informa altresì sullo stato di realizzazione dei progetti e sul proseguimento
dei negoziati.
20 RU 1976 1805, 1991 2388, 2002 3193, 2007 4637, 2009 5685, 2011 725
21 RU 1973 1976, 2000 1915, 2006 2197, 2008 3437, 2009 5685, 2011 725
22 RU 1962 1235
23 FF 2011 4331
24 RS 161.5
25 RS 171.10
Legge sugli Svizzeri all’estero
6231
2. Legge federale del 24 marzo 200026 sul trattamento di dati personali
in seno al Dipartimento federale degli affari esteri
Art. 4 cpv. 1, 2 lett. a, 3 lett. c e d
1 Le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere all’estero (rappresentanze) e
la Direzione consolare gestiscono, allo scopo di adempiere i compiti consolari, un
registro degli Svizzeri all’estero con i dati delle persone che si sono iscritte presso la
rappresentanza, dei loro coniugi, dei loro partner registrati e dei loro figli.
2 Le rappresentanze e i servizi competenti del Dipartimento trattano inoltre i dati
riguardanti:
a. gli Svizzeri all’estero e gli Svizzeri che soggiornano temporaneamente
all’estero, eventualmente i loro coniugi, i loro partner registrati e i loro figli,
nell’ambito della protezione consolare;
3 Le collezioni di dati possono contenere:
c. dati degni di particolare protezione relativi al patrimonio e al reddito nonché
alla salute delle persone che hanno chiesto l’aiuto sociale, per quanto necessario
per adempiere i compiti previsti dalla legge;
d. indicazioni relative al patrimonio e al reddito delle persone che hanno chiesto
un prestito d’emergenza, nonché sulle ragioni dell’emergenza; in casi
eccezionali possono essere trattati dati relativi allo stato di salute, nella
misura in cui siano assolutamente indispensabili per giustificare la situazione
di emergenza.
Art. 6 lett. g
Il Consiglio federale emana disposizioni esecutive concernenti:
g. la trasmissione di dati personali all’Ufficio federale di statistica.
3. Legge del 23 giugno 200627 sull’armonizzazione dei registri
Art. 2 cpv.1 lett. d
1 La presente legge si applica ai seguenti registri:
d. il sistema d’informazione Gestione in rete dei dati relativi agli Svizzeri
all’estero (VERA) del Dipartimento federale degli affari esteri;
26 RS 235.2
27 RS 431.02
Legge sugli Svizzeri all’estero
6232
4. Legge federale del 23 settembre 195328 sulla navigazione marittima
sotto bandiera svizzera
Art. 81
Abrogato
5. Legge del 6 ottobre 198929 sul collocamento
Art. 25 cpv. 1, 2 e 2bis
1 Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) gestisce un servizio di consulenza
che fornisce, senza garanzia di esattezza, informazioni sulle prescrizioni
d’entrata, le possibilità di lavoro e le condizioni di vita nei Paesi esteri e le trasmette
a persone che desiderano esercitare un’attività lucrativa all’estero.
2 La SECO sostiene nella ricerca di un posto di lavoro i cittadini svizzeri che desiderano
rimpatriare e coordina gli sforzi degli uffici del lavoro per il collocamento degli
Svizzeri rimpatriati.
2bis La Confederazione può sostenere la ricerca di posti di lavoro all’estero con altri
provvedimenti.
Art. 35 cpv. 3 lett. j
3 I seguenti uffici possono accedere al sistema d’informazione mediante procedura
di richiamo al fine di adempiere i loro compiti legali:
j. il DFAE;
6. Legge federale del 24 giugno 197730 sull’assistenza
Art. 1 cpv. 3
3 L’assistenza degli Svizzeri all’estero è retta dalla legge del 26 settembre 201431
sugli Svizzeri all’estero; quella dei richiedenti l’asilo, dei rifugiati, delle persone
bisognose di protezione, delle persone ammesse provvisoriamente e degli apolidi è
retta da atti legislativi particolari32 della Confederazione.
28 RS 747.30
29 RS 823.11
30 RS 851.1
31 RS …; FF 2014 6213
32 RS 142.31, 855.1

La tragedia marittima del traghetto Norman Atlantic

Nostro studio legale e Il Global Justice Network è direttamente coinvolto nella tutela dei passeggeri e dei familiari delle vittime che si trovavano a bordo del traghetto NORMAN ATLANTIC.

Quelle che seguono sono le prime informazioni desunte dai rapporti d’informazione della stampa internazionale nonché dalle indagini che stiamo svolgendo.

Dalle prime ore di domenica 28 dicembre 2014, un incendio si è sviluppato nel garage del traghetto, che batte bandiera italiana, mentre navigava nel mare Adriatico da Patrasso (Grecia), verso l'Italia con tappa ad Igoumenitsa. Le autorità italiane e greche con mezzi di salvataggio sia dall'aria del mare hanno tratto in salvo la maggioranza dei passeggeri e dell'equipaggio della nave che avevano atteso per ore sul ponte superiore per sfuggire all'incendio sviluppatosi nelle parti inferiori del traghetto. 
  
Tragicamente non tutti passeggeri, né tutti i marittimi, sono stati salvati. Alle ore 11,.00 di mercoledì 31 dicembre 2014 le notizie ufficiali riportavano almeno 11 persone ufficialmente decedute, di cui tre di nazionalità italiana. Purtroppo è possibile che vi fossero a bordo numerose persone non registrate ufficialmente sull’elenco passeggeri della compagnia, e che -come è stato riferito -potrebbero essere state sorprese dall'incendio mentre dormivano nei loro veicoli nel garage del traghetto; ciò naturalmente incrementa di molto le paure che il numero delle persone decedute potrà salire ancora nelle prossime ore. Le ricerche proseguono per il momento sia nell'area di mare circostante che all'interno della nave incendiata.

Il traghetto NORMAN ATLANTIC (IMO 9435466) è di proprietà della società italiana VISEMAR DI NAVIGAZIONE S.r.l. con sede in Via Romea 44 a Porto Viro, provincia di Rovigo. Era stato preso in charter dalla compagnia di navigazione greca ANEK LINES nei primi giorni di dicembre 2014. La società di classificazione che ha certificato le qualità marine e commerciali del NORMAN ATLANTIC è la società italiana RINA SERVICES S.p.A. con sede a Genova. Il traghetto è assicurato per la responsabilità civile comprendente le lesioni e le morti di passeggeri ed equipaggio con il norvegese GARD P&I Club; ANEK LINES dispone di ulteriore copertura assicurativa come soggetto noleggiatore. 

Gli organi di informazione hanno diffuso diversi particolari su possibili fattori che potrebbero avere contribuito al verificarsi di questa tragedia marittima. Si tratta di questioni che devono essere esaminate ed analizzate in maniera molto cauta nell'immediato futuro da esperti tecnici e dai consulenti legali delle vittime, poiché questi fattori potranno giocare un ruolo centrale nella determinazione dell'estensione e della natura della responsabilità degli operatori della nave, dei loro proprietari (ripetiamo che si tratta di due soggetti distinti uno con sede in Italia, l’altro con sede in Grecia), dei loro manager e di coloro che aveva un ruolo sulla sicurezza della nave ed equipaggio. Dovranno ad esempio essere senz’altro esaminati con molta attenzione i rapporti delle autorità sulle recenti “deficencies” o non conformità su equipaggiamenti e procedure di sicurezza: bisogna infatti interrogarsi, ad oggi su:
  
-          quali siano state le cause dell'incendio nel garage;

-          la ragione per cui la nave non sia stata in grado di rispondere al fuoco con i suoi soli mezzi;

-          perché non sia stato possibile confinare l’incendio nel solo garage, dove pare si sia sviluppato e poi propagato ai ponti superiori;

-          perché non sia stato possibile estinguere l’incendio;

-          vi erano porte tagliafuoco nel garage lasciate aperte?

-          l’impianto per estinguere gli incendi era efficiente?

-          vi è poi un aspetto meno tecnico ma altrettanto importante: per quale motivo i media riferiscono di pesanti discrepanze tra l'elenco passeggeri ufficiale, consegnato dalla compagnia alle autorità, e l'elenco passeggeri reale? 


Qui a fianco l’estratto del registro del PARIS MOU con i dati delle sei non-conformità rilevate a carico di NORMAN ATLANTIC il 19 dicembre 2014 a Patrasso (Grecia). Come si vede, vi sono deficienze a livello delle aree sicurezza antincendio, operazioni <em "mso-bidi-font-style:="" normal"="">Search And Rescue (ricerca e salvataggio), sistemi di salvataggio. Solo le indagini che verranno svolte dalle autorità inquirenti e dai network di studi legali delle vittime chiariranno se ed in che modo tali non conformità abbiano giocato un ruolo causale nella verificazione del disastro.
Le autorità italiane penali hanno comunque iscritto nel registro degli indagati il comandante della nave e l’amministratore della società proprietaria.

I passeggeri e di membri dell'equipaggio che sono stati salvati, e che hanno vissuto ore di terrore e di rischi per la loro vita, oltre che coloro che hanno perso i loro beni (inclusi automobili e camion), e naturalmente le famiglie di coloro che hanno perduto la vita in questo incidente, hanno considerevoli diritti di essere risarciti. La misura e il tipo dei diritti da risarcire dipenderanno grandemente dall'attenta analisi degli esperti tecnici navali sui possibili difetti della nave e delle procedure di governo della stessa, e naturalmente dipenderanno anche dalla scelta che i loro avvocati effettueranno circa la nazione dove svolgere le cause giudiziarie (Italia, Grecia, eventualmente altrove).

Le cause che verranno intentate saranno basate su specifiche leggi e regolamenti internazionali che regolamentano il trasporto di persone per mare e che prevedono una responsabilità oggettiva del vettore ed una garanzia immediatamente azionabile nei confronti dell’assicuratore.

Il Global Justice Network, network di avvocati e di studi legali esperti nella tutela di vittime di incidenti è stato contattato da passeggeri del NORMAN ATLANTIC e siamo pertanto già al lavoro per dar loro le informazioni preliminari di cui hanno bisogno in modo da compiere le scelte migliori nel prossimo futuro. Fra i componenti del Global Justice Network (www.globaljusticenetwork.com) vi sono studi legali italiani, greci, inglesi,  statunitensi e olandesi che hannoconoscenza qualificata e considerevole esperienza nella gestione di sinistri marittimi e che hanno rappresentato e rappresentano in cause giudiziarie in corso nel mondo, alti numeri di passeggeri e familiari incidenti navali con vittime e feriti. Tra questi:


-    la più complessa causa di diritto marittimo attualmente pendente nei tribunali italiani (Genova), il caso del traghetto AL SALAM BOCCACCIO 98, affondato a seguito di un incendio nel Mar Rosso nel 2006,

-    l'affondamento del traghetto EXPRESS SAMINA nel mar Egeo,

-    l'affondamento della nave da crociera SEA DIAMOND nella baia di Santorini,

-    l'affondamento della nave da crociera COSTA CONCORDIA all'isola del Giglio,

-    l’immane incendio del traghetto DONA PAZ nelle Filippine,

-    l'incendio a bordo dell’AEGEAN WIND,

-    la collisione tra le navi BALTIC ACE CORVUS J. al largo di Rotterdam,

-    la collisione tra la nave ATLANTIC COMET ed un peschereccio in Grecia,

-    la collisione fra le navi KARAM I e ALEXANDER DP in Bulgaria,

-    l'affondamento della nave KEPHI nel Mediterraneo,

-    la collisione del traghetto SAMAINA con il sottomarino militare KOSTAKOS in Grecia,

-    l'affondamento del peschereccio LYBERIOS in Grecia.




Sulla base dell'esperienza specifica in incidenti navali con caratteristiche internazionali, molti dei quali con incendi a bordo e massiva perdita di vite umane, il Global Justice Network formula alcuni avvisi e raccomandazioni alle vittime del NORMAN ATLANTIC.

Preliminarmente, passeggeri e familiari dovranno essere estremamente cauti nel rilasciare informazioni relative ai loro danni e perdite a chicchessia che non goda della loro più completa fiducia.

Dovranno poi ricercare e selezionare pareri e assistenza legale qualificati in modo da non compromettere i loro diritti e di poter ottenere la migliore tutela possibile in ogni sede. 

Come regola generale, nel loro interesse, è fondamentale evitare nel modo più assoluto di sottoscrivere rinunce, liberatorie, accettazioni, o qualsivoglia tipo di documento loro sottoposto dagli assicuratori dei proprietari della nave (VISEMAR), o di coloro che l'avevano in gestione (ANEK LINES). L'esposizione debitoria degli assicuratori del NORMAN ATLANTIC è destinata a diventare eccezionale, e verrà effettuato ogni tentativo di diminuirla il più possibile ad ulteriore danno dei passeggeri. L'esperienza ci insegna che i danni verso terzi, e quindi i danni verso le persone trasportate, sono quelli che più di tutto le compagnie assicurative ed i club di assicurazione mirano a ridurre, offrendo alle vittime somme di denaro in tempi estremamente brevi, ma ampiamente al di sotto del reale debito.

Da questo punto di vista, l'esperienza dell’incidente COSTA CONCORDIA ci fa dire che bisognerà diffidare anche dall'insolita alleanza fra alcune associazioni di consumatori e gli assicuratori, che offrono veloci soluzioni monetarie uguali per tutti prima ancora che si sappia come si sono svolti i fatti e quanto gravi sono le responsabilità: è importante invece che le vittime siano consapevoli che ciascuna di loro ha un diritto pieno ad un'analisi specifica e dettagliata dei danni sofferti, sia patrimoniali che non patrimoniali, se necessario con il supporto di esperti medici legali. Soltanto un'assistenza legale qualificata e esperta può garantire di comprendere la reale catena di eventi che ha portato al disastro, le responsabilità dei soggetti coinvolti e quindi la ampiezza dei danni da risarcire. 

I membri del Global Justice Network sono pronti a rispondere alle vostre domande e richieste in inglese, greco, turco, italiano, russo, tedesco, arabo ed altre lingue usanto il modulo di contatto generale.  
Non esitare a scrivere ai nostri membri che stanno seguendo in prima persona il caso, si metteranno immediatamente in contatto con voi. 

LA PARTECIPAZIONE DEL NOSTRO STUDIO LEGALE A CONFERENZE DI GJF E GJN A NEW YORK

Lo scorso mese si è chiuso con successo e un grande numero di partecipanti il GLOBAL JUSTICE FORUM che si è tenuto presso la COLUMBIA LAW SCHOOL a New York. Il nostro studio legale che partecipa già dai primi anni del Forum era rappresentato anche alla edizione di quest’anno con due avocati. Il GLOBAL JUSTICE FORUM con il Richmont Center tiene un seggio preso, la rinomata università. Il Tema di questa edizione era l’imparità salariale e le sue conseguenze legali. Con la partecipazione all’evento gli studenti dell’Università di New York avevano l’opportunità di raccogliere crediti per il loro studio, permettendo un raduno di avocati, giudici e Professori internazionali selezionati, provenienti dall’Europa, Africa, Asia e America.

Nello stesso mese di Ottobre i nostri Partner dello studio legale di LIEFF CABRAISER HEIMANN & BERNSTEIN (classificato come studio legale numero uno negli Stati Uniti nella categoria querele) hanno ospitato preso la loro sede di New York la riunione di coordinamento del GLOBAL JUSTICE NETWORK, nel quale il nostro studio è membro fondatore e socio. Il sig. Kokkinos ha preso parte come relatore a questo meeting che ha stabilito i titoli principali della cooperazione e le sue strutture. Il Network si sta espandendo in decine di paesi e rappresenta un’innovazione a livello di avocati di querele. La prossima assemblea generale sarà tenuta ad Amsterdam nei Paesi Bassi in Aprile 2015.   

 

Inizio della procedura davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo a riguardo dei „Bond di stato della Grecia“

Informiamo che la settimana scorsa il nostro studio legale, in collaborazione con lo studio del professore Andrea Saccucci di Roma e lo studio legale genovese di Massimiliano Massara abbiamo iniziato la fase giuridica davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per la causa “dell’Haircut” dei Bond di stato greco involontariamente subito dai nostri clienti. Tra i nostri clienti ci sono anche fondi di pensionamento esteri.

Stiamo presentando la nostra causa sulla base del Articolo 1 del protocollo aggiuntivo numero 1 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che salvaguarda il diritto di proprietà, il quale a nostro parere è stato violato dalla repubblica ellenica con la decisione unilaterale “dell’Haircut”. Un atto che noi consideriamo abusivo e non convenzionale.

Dopo tanto duro lavoro la presa di posizione della corte europea viene aspettata con grande interesse sia dalla parte politica come anche quella legale, in quanto si tratta di un caso unico, nel quale uno stato sovrano fallisce di rispettare i suoi obblighi. Siamo fiduciosi che la battaglia legale contro lo stato Greco avrà un fine positivo per i nostri clienti.

 

“Haircut” Bond della Grecia – deposizione finale entro ottobre 2014

Con la resa della sentenza lo mese scorso da parte della corte suprema greca (negativa come si poteva aspettare), sono iniziati i sei mesi di termine per il tanto atteso deposito di fronte alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, che per molti è l’ultima speranza di recuperare ciò che lo stato greco gli ha unilateralmente sminuito dei Bond della Grecia che acquistati prima della crisi. Queste persone e diversi investitori istituzionali che non hanno mai acconsentito a qualsiasi tipo di “haircut” o rinegoziazione del termine di rimborso stanno aspettando quello che viene considerato la tappa finale di una battaglia legale lunga ed estenuante contro uno stato sovrano che non è riuscito a onorare i propri impegni. Il nostro studio legale in collaborazione con uno dei migliori esperti mondiali il professore italiano di diritto Andrea Saccucci si stanno intensamente preparando per la deposizione dei nostri clienti privati e istituzionali. Il signor Kokkinos è stato agli inizi di giugno a Strasburgo per esaminare le questioni procedurali per la petizione dell’Associazione Internazionale degli Avvocati di fronte alla Corte EDU.

Importante Sentenza dei giudici austriaci sulla questione dei titoli di stato greci 02 Settembre 2014

Il 20.05.2014 la corte suprema austriaca ha parzialmente accolto un ricorso riguardante la conversione forzata di Bond della Grecia.

I ricorrenti che avevano acquistato i titoli di stato greci attraverso una banca depositaria austriaca per una somma di EUR 17,000.- hanno richiesto l’adempimento dei termini e delle condizioni del contratto o i danni in caso di inadempimento da parte dello stato greco. Inoltre hanno sostenuto/affermato danni dovuti alla invasione del loro diritto di proprietà. Quest’ultima richiesta è stata respinta dalla corte suprema perché secondo essa lo stato greco esercitava autorità sovrana creando l’atto di conversione e poteva quindi invocare l’obiezione di immunità dello stato, che portò alla mancanza di competenza interna.

Tuttavia come emittente dei bond lo stato greco ha agito come soggetto privato; la pretesa del ricorrente è stato pertanto basata su base contrattuale rendendo un’obiezione immunità inammissibile. La denuncia è stata rimandata al tribunale regionale austriaco che deve trasmetterla a sua volta allo stato greco prima d’iniziare il processo. Al convenuto viene data quindi la possibilità di decidere se vuole impegnarsi in azione davanti ai giudici austriaci.

Il Segreto Bancario Svizzero

Il segreto bancario svizzero protegge la sfera privata dei clienti delle banche. Tuttavia, esso non è illimitato: in caso di sospetto di attività criminali come terrorismo, crimine organizzato, riciclaggio di denaro o frode fiscale il segreto viene abolito e le autorità possono accedere alle informazioni bancarie.

Secondo le nuove convenzioni contro la doppia imposizione, la Svizzera si impegna in tal modo a fornire, nel singolo caso, informazioni a scopi fiscali agli Stati parte sulla base di una domanda concreta e motivata, indipendentemente dall'esistenza di un reato fiscale.

L'evasione fiscale viene anche combattuta mediante la riscossione di un’imposta alla fonte del 35% e altri provvedimenti (p. es. nell’ambito della procedura di valutazione fiscale). L’imposta alla fonte è la più elevata fra tutti gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). L’accordo sulla fiscalità del risparmio con l’Unione europea (UE) colma una lacuna: prevede una trattenuta fiscale su tutti gli interessi maturati su fondi stranieri appartenenti a persone fisiche con residenza fiscale in uno Stato membro dell’UE.

Se la Svizzera rinunciasse completamente, e non solo gradualmente, al segreto bancario, potrebbe risolvere da un giorno all’altro le sue vertenze fiscali con gli altri paesi. Finora soltanto i socialisti sostengono questa opzione, che richiederebbe però l’approvazione da parte del popolo.

"Quando finirà questa vicenda?”, si chiedono molti svizzeri di fronte ai continui attacchi contro il segreto bancario che giungono dall’estero. Stati uniti, Germania e diversi altri importanti paesi europei ne hanno abbastanza di vedere come le banche svizzere aiutano i loro cittadini ad evadere il fisco.
 
Il segreto bancario elvetico non protegge gli evasori in caso di frode fiscale, ossia se una persona tenta di ingannare volontariamente il fisco, ad esempio tramite falsificazione di documenti. Il segreto bancario svizzero offre però protezione in caso di sottrazione fiscale, che corrisponde all’omissione, intenzionale o meno, di dichiarare dei redditi o dei patrimoni al fisco.
 
La sottrazione fiscale è vietata pure in Svizzera ed è punibile anche con pesanti multe. Dal 1934, la legge federale sulle banche non permette però alle autorità fiscali di chiedere la sospensione del segreto bancario per chiarire un caso di sottrazione fiscale. Anzi, coloro che violano in segreto bancario, divulgando dati della clientela, rischiano pene detentive.