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Nuovo coronavirus: dati sulla mobilità analizzati in forma anonimizzata

Il Consiglio federale Svizzero ha emanato provvedimenti per proteggere la popolazione dal nuovo coronavirus e impedirne la diffusione, uno dei quali prevede che nello spazio pubblico possano incontrarsi al massimo cinque persone.

Gli abitanti della Svizzera rispettano questo divieto? Ci sono meno persone in giro? Ci sono ancora assembramenti di gruppi piuttosto grandi? Abbiamo voluto verificarlo e abbiamo chiesto alla Swisscom l’accesso a dati anonimi sulla posizione dei telefoni cellulari. L’analisi dei dati avviene retroattivamente con un ritardo di 24 ore e non è personalizzata. Questo significa che non possiamo realizzare profili degli spostamenti di singole persone.

Dalle prime analisi è emerso che dall’entrata in vigore del divieto di assembramento ci sono in giro molte meno persone. L’accesso ai dati dei telefoni cellulari ci serve unicamente per riconoscere il comportamento che riguarda la mobilità. Per l’analisi dei dati ci atteniamo integralmente alle disposizioni della legge federale sulla protezione dei dati e ai principi etici della Swisscom. Non appena l’ordinanza 2 COVID-19 non sarà più in vigore, non riceveremo più dati.

Basi legali

Secondo l’articolo 45b della legge sulle telecomunicazioni, i fornitori di servizi di telecomunicazione possono elaborare dati relativi all’ubicazione dei loro clienti soltanto per fornire e fatturare servizi di telecomunicazione; possono farlo anche per servizi d’altro genere se i clienti hanno dato previamente il loro consenso oppure se i dati sono previamente resi anonimi. La disposizione consente quindi l’uso di dati anonimizzati sulla posizione. I dati anonimizzati in questione non rientrano nella legge sulla protezione dei dati, in quanto non consentono in concreto di risalire a singole persone.

Per l’uso dei dati sulla posizione per la verifica dei provvedimenti ci basiamo sull’articolo 77 della legge sulle epidemie.