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Attualità

Il nuovo diritto in materia di mantenimento del figlio entra in vigore a gennaio 2017

Berna, 04.11.2015 - In futuro i figli di genitori non sposati avranno gli stessi diritti di quelli delle coppie sposate. Mercoledì il Consiglio federale ha deciso che la pertinente modifica del Codice civile entri in vigore il 1° gennaio 2017. Le disposizioni sui provvedimenti per tutelare gli averi di previdenza in caso di inadempienza dell’obbligo di mantenimento e l’ordinanza sull’aiuto all’incasso entreranno in vigore successivamente.

Il nuovo diritto in materia di mantenimento elimina le discriminazioni tra i figli nati fuori o nel matrimonio. Secondo il diritto vigente i figli di genitori non sposati sono svantaggiati. In futuro, al momento di fissare il contributo di mantenimento del figlio, si terrà conto dei costi sostenuti dal genitore per la cura della prole.

Con il nuovo ordinamento il mantenimento del figlio minorenne avrà la priorità sugli altri obblighi analoghi previsti dal diritto di famiglia. Infine, quando si tratterà di decidere in merito alla custodia, il giudice potrà prendere in considerazione la custodia alternata in caso di esercizio congiunto dell'autorità parentale e su istanza di un genitore o del figlio.

Seguiranno l'aiuto all'incasso uniforme e i provvedimenti per tutelare la previdenza

Per garantire che un figlio riceva effettivamente i contributi di mantenimento che gli spettano, le nuove disposizioni assegnano al Consiglio federale la competenza di definire a livello federale le prestazioni di aiuto all'incasso sia nel diritto del divorzio sia nel diritto in materia di mantenimento del figlio. L'Esecutivo emanerà un'ordinanza volta a garantire un aiuto all'incasso uniforme per i contributi di mantenimento. Inoltre, in futuro, nessuno potrà più farsi versare il capitale previdenziale e al contempo sottrarsi ai propri obblighi di mantenimento. I servizi di aiuto all'incasso potranno segnalare alle casse pensioni e agli istituti di libero passaggio coloro che eludono tale obbligo e a loro volta le casse pensioni e gli istituti di libero passaggio saranno tenuti a informare tali servizi senza indugio quando ricevono una richiesta di versamento del capitale previdenziale. Affinché questi obblighi di segnalazione possano essere correttamente attuati, il Consiglio federale dovrà precisare determinati aspetti al momento di redigere l'ordinanza sull'aiuto all'incasso. Per non rimandare l'intera revisione, le disposizioni corrispondenti e l'ordinanza sull'aiuto all'incasso entreranno in vigore più tardi.

Seconda parte della revisione del Codice civile

Il 20 marzo 2015 il Parlamento aveva adottato la revisione del mantenimento del figlio e il termine di referendum è scaduto, inutilizzato, il 9 luglio 2015. La nuova normativa sul diritto di mantenimento costituisce la seconda fase della riforma legislativa relativa alla responsabilità genitoriale e mette al centro il bene del figlio. La prima fase, ossia la revisione del diritto in materia di autorità parentale, è entrata in vigore il 1° luglio 2014.

 

Fonte: UFFicio Federale di giustizia  (Svizzera)

Pronuncia del Tribunale di primo grado di Atene "blocca" il tasso di cambio sui prestiti in franchi svizzeri.

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 La prima sentenza in favore dei mutuatari di prestiti in franchi svizzeri è stata pubblicata di recente dal Tribunale di primo grado di Atene in composizione collegiale ed ha contribuito ad intensificare il conflitto tra i mutuatari di prestito e i loro creditori bancari.

Secondo il tribunale, con sentenza n. 334/2016, la Banca ha l'obbligo di accettare pagamenti in rate mensili nonché l'adempimento parziale o totale dei prestiti in franchi svizzeri sulla base del tasso di cambio della valuta in vigore alla data di conclusione dei relativi contratti di finanziamento e non sulla base del tasso di cambio al giorno del pagamento.

Ciò produce una drammatica differenza perché la maggior parte delle valute, tra cui l'euro, sono stati fortemente svalutati rispetto al franco svizzero nel corso degli ultimi anni.

In particolare, il Tribunale di primo grado ha stabilito quanto segue:

  •          La Banca ha l'obbligo di includere tutti gli interessi delle rate e dei pagamenti effettuati dai mutuatari dei prestiti in base al tasso di cambio valido durante il periodo di erogazione del mutuo.
  • L'istituto di credito ha l'obbligo di accettare il pagamento parziale o totale delle rate o l'intero importo dei prestiti in franchi svizzeri sulla base del cambio valuta in vigore al momento del pagamento del prestito.
  • In caso di denuncia del contratto di mutuo, la banca non deve considerare la conversione del prestito in euro sulla base del prezzo di vendita corrente di franchi svizzeri, alla data della denuncia.

Nonostante sia una sentenza pronunciata in primo grado in assenza di esecuzione forzata, questa decisione giudiziaria è un risultato positivo per migliaia di mutuatari di prestito e sarà certamente idonea ad influenzare l'insediamento di oltre 9 miliardi di contratti di finanziamento in franchi svizzeri.

Inoltre, se questo giudizio verrà confermato dalle giurisdizioni superiori costituirà un precedente vincolante per le prossime decisioni su casi simili che potrebbe indurre ad un intervento legislativo o ad una decisione ministeriale per risolvere la questione nel rispetto delle sentenze della Corte.

 

Svizzera:Cambio automatico di informazioni relative a conti finanziari

Quali informazioni vengono scambiate automaticamente?

Le informazioni da trasmettere comprendono il numero di conto, il numero di identificazione fiscale come pure nome, indirizzo e data di nascita dei contribuenti residenti all’estero che detengono un conto in un Paese diverso dallo Stato d’origine, tutti i tipi di redditi da capitale e il saldo del conto. Lo standard riguarda sia le persone fisiche che quelle giuridiche. Il beneficiario effettivo del conto secondo le disposizioni internazionali relative alla lotta contro il riciclaggio di denaro (GAFI) deve essere identificato in applicazione dello standard dell’ OCSE e delle raccomandazioni del GAFI.

Come avviene lo scambio automatico di informazioni?

Le banche, determinati veicoli di investimento collettivo e imprese di assicurazione raccolgono informazioni finanziarie sui clienti fiscalmente residenti all’estero. Queste istituzioni finanziarie inoltrano le informazioni una volta all’anno all’autorità fiscale del proprio Stato. Quest’ultima trasmette automaticamente i dati ricevuti all’autorità fiscale del rispettivo Stato partner.

Cosa succede con i dati trasmessi?

I dati personali dei clienti possono essere impiegati solo per gli scopi concordati, in questo caso per l’esecuzione della corretta tassazione dei contribuenti. Lo standard non prevede però alcuna direttiva su come le autorità fiscali nazionali devono procedere (ad es. verifica dei dati per campionatura o a tappeto). La protezione dei dati deve essere garantita.

La Svizzera quando introdurrà lo scambio automatico di informazioni?

Conformemente all’impegno preso dalla Svizzera sul piano internazionale gli istituti finanziari svizzeri inizieranno a rilevare dal 2017 i dati dei contribuenti residenti all’estero. Nel 2018 verrà effettuato il primo scambio di informazioni con un’ampia cerchia di Stati e territori partner.

L’Accordo sullo scambio automatico di informazioni con l’UE verrà introdotto con tutti gli Stati membri?

Sì. L’Accordo sullo scambio automatico di informazioni con l’UE include in egual modo tutti gli Stati membri. Non sono più necessari accordi specifici con singoli Paesi membri dell’UE. Sulla base di disposizioni interne all’UE, esso si applica inoltre anche a Gibilterra.

Nello standard per lo scambio automatico di informazioni, gli Stati Uniti d’America (USA) beneficiano di un trattamento preferenziale riguardo alla trasparenza di strutture finanziarie?

Gli USA hanno approvato lo standard dell’OCSE per lo scambio automatico di informazioni. Tale standard si basa sul modello di legislazione statunitense FATCA, che rimarrà in vigore.Per questo motivo gli USA beneficiano di deroghe limitate nel tempo. Infatti, gli istituti finanziari statunitensi non devono identificare gli aventi economicamente diritto di società di investimento estere che non hanno concluso con gli USA un accordo foreign financial institution e che si trovano in un Paese che non ha concluso un Accordo FATCA con gli USA. Tuttavia gli USA prelevano un’imposta alla fonte del 30 per cento sull’ammontare lordo di tutti i proventi e ricavi di vendite di titoli statunitensi.

Per quanto tempo gli USA potranno applicare una regolamentazione simile?

Davanti alla crescenti critiche della comunità internazionale, in occasione della riunione del G20 del mese di aprile del 2016 gli USA hanno annunciato la futura adozione di misure interne che mirano a colmare talune lacune e a rendere meno attrattive determinate strutture operanti negli USA.

Lo standard globale per lo scambio automatico di informazioni è applicabile anche nel nostro Paese?

No. Lo standard globale disciplina soltanto lo scambio di dati di clienti tra autorità fiscali a livello internazionale. La trasparenza al livello nazionale rimane di competenza degli Stati.

 

Fonte : DFF/SFI (Svizzera)

ELC pioniere del caso VW alla Conferenza targata GJN a Madrid

In qualità di membro fondatore di Global Justice Network (GJN) il nostro studio legale ha partecipato alla Conferenza primaverile di GJN tenutasi a Madrid dal 26 al 28 Maggio 2016. L'evento si è rivelato di grande successo in cui più di 40 partecipanti hanno preso parte, trattando in particolare il tema dei reclami collettivi contro Volkswagen. Due dei nostri tre partner americani, sono stati protagonisti dinanzi alla Corte USA per rappresentare i proprietari americani di auto VW coinvolti nello scandalo Dieselgate ad agire attraverso una class action. In Europa, sfortunatamente, tale strumento giuridico non esiste e questo rende la difesa dei consumatori più complicata. Questa differenza nei nostri sistemi giuridici potrebbe essere dietro la motivazione del costruttore tedesco di annunciare che intende indennizzare i proprietari americani coinvolti nella vicenda, ma non quelli europei. Tuttavia gli studi legali membri di GJN i quali vantano una vasta esperienza in questo tipo di controversie hanno trovato un'alternativa per cercare di proteggere i diriritti dei consumatori attraverso una interessante possibilità legale che esiste solo nei Paesi Bassi , dove abbiamo stabilito insieme agli altri membri della nostra rete un Stichting (Fondazione) sotto l'acronimo C.L.E.A.N. in modo tale da partecipare ad una azione collettiva, per nome e per conto dei proprietari di VW in Europa che sono stati colpiti dalla frode. Tanto è ancora da vedere nei prossimi mesi durante i quali tutti i consumatori europei interessati sono invitati a partecipare all'azione senza alcun obbligo di loro parte.

Oltre al caso VW, l'evento ha offerto workshop sul contenzioso finanziario, sui diritti umani e sui dispositivi medici e farmaceutici. Durante la conferenza il partner di ELC Constantin Kokkinos, il quale è onorato di far parte del comitato esecutivo di GJN fin dalla sua fondazione, ha partecipato a numerosi interventi sia concernenti il caso VW sia riguardanti le controversie finanziarie internazionali.

 

 

Conferenza GJS primavera 2016: 26-28 Maggio, Madrid

I nostri avvocati stanno partecipando alla Conferenza primaverile di GJN che si tiene a Madrid dal 26 al 28 Maggio 2016. La conferenza ha ad oggetto le dispute transazionali ed offre workshop su controversie finanziarie, diritti umani e dispositivi medici e farmaceutici. Inoltre, un gruppo di esperti provenienti da 15 paesi tra cui i nostri colleghi americani Lieff Cabraiser, Keller Rohrback e Jack Russo,  trattera' del caso "Clean Diesel" che ha colpito Volkswagen facendo riferimento soprattutto ai progressi raggiunti negli USA dove la sua evoluzione si muove piu' velocemente e piu' efficientemente che in Europa.

Precipitato in mare il volo Egyptair MS804

Il volo Egyptair MS804 partito Mercoledi sera dall'aeroporto Charles De Gaulle di Parigi e diretto verso Il Cairo è precipitato nel sud del mar Mediterraneo nei pressi dell'isola greca di Karpathos. Il velivolo trasportava 56 passeggeri e 10 membri dell'equipaggio, il cui destino è ancora sconosciuto. La nazionalita' dei passeggeri è stata riportata come segue: 30 egiziani, 15 francesi, 2 iracheni e rispettivamente una persona per: Belgio, Gran Bretagna, Sudan, Chad, Canada, Kuwait, Saudi Arabia, Portugal e Algeria. Il nostro studio legale, in quanto parte del Global Justice Network i cui membri hanno la fama di essere tra gli avvocati con maggiore esperienza nel campo degli incidenti aerei, sta monitorando la situazione e valutando le conseguenze insieme ai suoi partners internazionali

SCANDALO DIESELGATE: promossa l'azione di classe contro Volkswagen

 Nel 2014 L’Environmental Protection Agency (EPA) statunitense ha rilevato che il gruppo Volkswagen Auto s.p.a. ha abusivamente utilizzato per le proprie autovetture un software installato appositamente nella centralina del motore per ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea con i parametri richiesti per i veicoli diesel. Per effetto di tale software nella normale guida su strada le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelle dichiarate. In seguito a tale scoperta, la Volkswagen Auto s.p.a. ha riconosciuto l’esistenza e l’utilizzo di questo software fraudolento in 11 milioni dei veicoli di sua produzione. Nel settembre 2015 il colosso automobilistico ha inoltre annunciato la disponibilità ad utilizzare le riserve del penultimo trimestre del 2015, che ammontano a 6,5 miliardi, per la risoluzione del problema.

Fino ad oggi Volkswagen si è solo offerta di riparare a proprie spese i motori dei veicoli in cui è stato installato il software fraudolento rifiutandosi di pagare un risarcimento per eventuali perdite che i proprietari delle auto in questione possano aver subito come ad esempio la perdita di valore di rivendita del veicolo, un costo aggiuntivo per l'aumento del consumo di carburante.

L’installazione del software manipolato costituisce violazione sia del diritto statunitense che del diritto UE.

Negli USA, Il 22 febbraio 2016, con una denuncia di 719 pagine è stata presentata una class action per conto dei consumatori nel MDL contro Volkswagen AG e numerosi altri imputati, tra cui 9 dirigenti Volkswagen, funzionari e tecnici; altre case automobilistiche, tra cui Audi AG e Dr. Ing. H.C. F. Porsche AG;, che delinea presunte violazioni della Stati Uniti la legge federale e statale.

Per i nostri clienti in Europa abbiamo creato la Fondazione CLEAN (Consumers Lead Emissions Accountability Network) con sede ad Amsterdam (che costituisce l’unica giurisdizione a consentire il rimedio dell’azione di classe) per assistere i proprietari dei veicoli Volkswagen truffati dall’installazione del software fraudolento a rivendicare il proprio diritto al risarcimento del danno.

La Fondazione CLEAN, sebbene ancora all’inizio della propria attività, registra denunce da tutto il mondo. Infatti, già rappresenta vittime provenienti da : Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Italia, Belgio, Regno Unito, Grecia, Polonia e Repubblica Ceca.

La Fondazione quindi, si propone di prendere accordi per una soluzione globale a nome di tutte le parti lese. Essa è costituita da un Consiglio di Amministrazione e da un Consiglio di Sorveglianza che include Mr. Nicholas J. Roenneberg, ex capo di Global Claims a Munich Re, una delle più grandi compagnie di riassicurazione del mondo.

Global Justice Network ha quindi l’obiettivo di proteggere i diritti di tutti i consumatori che siano stati lesi, in ogni parte del mondo. Nella vicenda “Dieselgate” le vittime possono essere i proprietari di automobili nelle quali è stato installato il software fraudolento, nonché i concessionari di automobili e società di leasing.

Il nostro studio di consulenza legale opera nella protezione degli interessi dei cittadini presenti nel territorio svizzero. Vantiamo inoltre varie collaborazioni con vari studi legali internazionali nel mondo. In Italia, ad esempio, collaboriamo con i maggiori studi legali  con sede a Torino e a Roma.

Pertanto, invitiamo tutti i nostri clienti svizzeri vittime della vicenda e comunque interessati a partecipare ad un’azione di classe per ottenere il risarcimento dei danni subiti,  a mettersi in contatto con i nostri esperti legali che vantano decennale esperienza nella risoluzione di controversie internazionali e che, in merito al caso Volkswagen,  hanno già acquisito il know-how dell’operazione dai Partners in USA.

L aiuto umanitario Svizzero

L’aiuto umanitario  rappresenta la solidarietà della Svizzera verso le popolazioni in situazioni di emergenza. Le sue attività si concentrano sull’aiuto d’emergenza, sulla ricostruzione e sulla riabilitazione delle zone sinistrate nonché sulla riduzione dei rischi di disastri. L’aiuto umanitario pone le vittime al centro del suo impegno, in uno spirito di neutralità, indipendenza e imparzialità.

L’aiuto umanitario è uno dei quattro settori di attività della DSC. Esso si impegna a difendere gli interessi delle popolazioni vulnerabili, prima, durante e dopo conflitti, le crisi e le catastrofi naturali. A questo scopo dispone di vari mezzi di intervento:

  • il Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), costituito da 700 specialisti pronti a intervenire, è il braccio operativo dell’aiuto umanitario fornito dalla Confederazione. Il CSA è mobilitato sia per interventi d’urgenza che in progetti a medio e lungo termine. Gli esperti del CSA sono inoltre messi a disposizione di organizzazioni partner dell’ONU;
  • l’Aiuto umanitario svizzero sostiene finanziariamente le attività del CICR e le organizzazioni umanitarie dell’ONU e assiste varie organizzazioni umanitarie non governative attive sul campo;
  • la Catena svizzera di salvataggio, composta da 8 organizzazioni partner, può essere mobilitata rapidamente in seguito a un terremoto;
  • la Confederazione fornisce un aiuto alimentare in 38 Paesi con oltre 22 organizzazioni assistenziali svizzere e tramite il Programma alimentare mondiale dell’ONU.

Collegando l’aiuto d’emergenza a programmi a medio e lungo termine, l’aiuto umanitario svizzero mira a garantire gli effetti a lungo termine del suo impegno sul campo. Per il periodo 2013-2016, oltre due miliardi di franchi sono stati destinati agli aiuti umanitari per le popolazioni più svantaggiate.

GREECE: CAPITAL CONTROLS AND REFERENDUM

Dear clients, affiliates and friends,

Following the deadlock on its negotiations with the creditors and the expiration of the fiscal consolidation program, Greece has abruptly decided to call for a referendum and impose stringent capital controls-including banks closure and suspension of regulated markets until July 13th or further notice.

European Legal Consultancy (ELC) expresses its deep concern about the current situation of Greece, which it carefully monitors and evaluates so as to continue providing a comprehensive legal advice under these critical circumstances.

ELC, whose Swiss managing partner is a member of the Geneva Bar, has affiliatesin Zurich, Zug, Lausanne and Bern. This solid Swiss footing combined with a far reaching international presence- founding member of the Global Justice Network with partners in more than 25 jurisdictions- allowed us to adequately prepare in such times of crisis so as to maintain a proper legal support to all of our clients doing business in or with Greece. Our comprehensive structure and a prime financial and world banking practice allow us to continue providing our clients affected by events in Greece a complete service tailored to their needs.

We wish to thank you for your continuous trust, support and confidence and we hope that the present crisis will come to an end soon and that both Greece and Europe will come out of it stronger.

Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero


Legge sugli Svizzeri all’estero, LSEst del 26 settembre 2014
L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 40, 54 capoverso 1 e 69 capoverso 2 della Costituzione federale
visto il rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 27 gennaio 20142; visto il parere del Consiglio federale del 7 marzo 20143,
decreta:
Titolo primo: Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto
1 La presente legge disciplina:
a. le misure di assistenza, di messa in rete e di informazione degli Svizzeri all’estero, i loro diritti politici, l’aiuto sociale che può essere loro concesso
nonché il sostegno a specifiche istituzioni;
b. la protezione consolare accordata dalla Svizzera e gli altri servizi consolari.
2 La presente legge non disciplina la protezione diplomatica.
3 Sono fatte salve le disposizioni di trattati internazionali applicabili alla Svizzera.
Art. 2 Scopo
Con la presente legge la Confederazione intende:
a. disciplinare in modo uniforme e coerente i diritti e gli obblighi delle persone
e delle istituzioni svizzere all’estero nonché i servizi che essa fornisce loro;
b. promuovere le relazioni degli Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera;
c. agevolare la mobilità internazionale degli Svizzeri; 1 RS 101 2 FF 2014 1723 3 FF 2014 2379 Legge sugli Svizzeri all’estero 6214
d. promuovere la presenza della Svizzera all’estero e il suo inserimento nella rete di contatti internazionali.
Art. 3 Definizioni
Ai sensi della presente legge s’intende per:
a. Svizzeri all’estero: i cittadini svizzeri non domiciliati in Svizzera e iscritti al registro degli Svizzeri all’estero;
b. registro degli Svizzeri all’estero: il sistema d’informazione «Gestione in rete dei dati relativi agli Svizzeri all’estero (VERA)» del Dipartimento federale
degli affari esteri (DFAE) e i documenti cartacei;
c. Stato ospite: Stato estero nel quale è stabilita o riconosciuta una rappresentanza oppure nel quale soggiorna la persona in questione;
d. rappresentanza: una missione diplomatica, un posto consolare o qualunque altra rappresentanza della Svizzera all’estero che può svolgere compiti consolari.
Art. 4 Legislazione dello Stato ospite
Le autorità e le rappresentanze svizzere rispettano la legislazione dello Stato ospite.
Art. 5 Responsabilità individuale
Chiunque prepara e svolge un soggiorno all’estero oppure esercita un’attività all’estero ne risponde in prima persona.
Art. 6 Raccomandazioni
Il DFAE può pubblicare informazioni e raccomandazioni, segnatamente consigli di  viaggio.
Art. 7 Sportello unico
1 Il DFAE è l’interlocutore principale delle persone e delle istituzioni svizzere all’estero.
2 Fornisce i servizi consolari avvalendosi di norma della propria rete di rappresentanze.
3 Coordina il trattamento delle domande con i competenti organi dell’Amministrazione
federale e dei Cantoni ai quali sono assegnati compiti conformemente alla presente legge.
Art. 8 Strategia di politica estera
Nel definire la propria strategia di politica estera il Consiglio federale tiene conto degli interessi delle persone e delle istituzioni svizzere all’estero.
Legge sugli Svizzeri all’estero 6215
Titolo secondo: Svizzeri all’estero
Capitolo 1: Rete di contatti e informazione
Art. 9 Rete di contatti
1 Le rappresentanze curano le relazioni con la comunità degli Svizzeri all’estero e sfruttano la loro rete di contatti.
2 La Confederazione cura i contatti con le istituzioni che promuovono le relazioni degli Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera e che contribuiscono a migliorare l’assistenza a favore degli Svizzeri all’estero e il loro inserimento nella rete di contatti,
segnatamente con l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero.
3 La Confederazione promuove lo scambio dei giovani Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera.
Art. 10 Informazione
1 La Confederazione informa gli Svizzeri all’estero, in forma elettronica o cartacea, sui loro diritti e doveri nonché su tematiche legate alla presente legge.
2 Il DFAE può segnatamente mettere a disposizione degli Svizzeri all’estero una raccolta in forma elettronica delle basi legali che li riguardano, nonché fargli conoscere le istituzioni e la vita politica svizzere.
Capitolo 2: Registro degli Svizzeri all’estero
Art. 11 Iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero
1 I cittadini svizzeri non domiciliati in Svizzera devono annunciarsi presso la rappresentanza svizzera competente al fine di farsi iscrivere nel registro degli Svizzeri all’estero.
2 L’iscrizione è il requisito per esercitare i diritti e gli obblighi degli Svizzeri all’estero e accedere ai servizi forniti dalle autorità svizzere conformemente al presente titolo. Sono fatti salvi i casi in cui è urgente fornire un aiuto sociale.
Art. 12 Annuncio
1 L’iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero avviene annunciandosi presso la rappresentanza competente.
2 È competente la rappresentanza del luogo di domicilio dello Svizzero all’estero. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni.
3 Al raggiungimento della maggiore età secondo il diritto svizzero, la persona che era stata iscritta nel registro degli Svizzeri all’estero da minorenne è invitata dalla rappresentanza competente a confermare il suo annuncio.
Legge sugli Svizzeri all’estero 6216
4 I Comuni svizzeri notificano al DFAE tutti gli annunci di cittadini svizzeri che partono all’estero.
Art. 13 Comunicazione di cambiamenti
1 Gli iscritti al registro degli Svizzeri all’estero sono tenuti a comunicare alla rappresentanza competente ogni cambiamento o complemento da apportare ai dati che li riguardano.
2 Se in seguito a un cambiamento di domicilio all’estero o per altri motivi la competenza passa a una rappresentanza diversa, l’annuncio iniziale resta valido per la nuova rappresentanza competente.
3 I Comuni svizzeri notificano al DFAE tutti gli annunci di cittadini svizzeri che brimpatriano.
Art. 14 Radiazione dal registro e distruzione dei dati
1 L’iscrizione è radiata dal registro degli Svizzeri all’estero se la persona iscritta:
a. ha eletto domicilio in Svizzera;
b. non possiede più la cittadinanza svizzera;
c. era stata iscritta da minorenne nel registro degli Svizzeri all’estero e, nonostante essere stata invitata a farlo, non ha confermato il suo annuncio entro 90 giorni dopo il raggiungimento della maggiore età secondo il diritto svizzero;
d. è deceduta;
e. non è o non è più raggiungibile all’indirizzo indicato;
f. è dichiarata scomparsa.
2 La distruzione dei dati è disciplinata nelle disposizioni d’esecuzione.
Capitolo 3: Diritti politici
Art. 15 Diritto applicabile
1 Salvo disposizioni contrarie della presente legge o delle prescrizioni esecutive, per
gli Svizzeri all’estero vige la legislazione sui diritti politici degli Svizzeri in patria.
2 Per i diritti politici in materia cantonale e comunale è fatto salvo il diritto cantonale.
Art. 16 Estensione
1 Ogni Svizzero all’estero che ha compiuto i 18 anni di età può partecipare alle
votazioni ed elezioni federali e firmare domande d’iniziativa e referendum federali.
2 L’eleggibilità è determinata secondo l’articolo 143 Cost.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6217
Art. 17 Esclusione dal diritto di voto
Per persone interdette escluse dal diritto di voto ai sensi dell’articolo 136 capoverso
1 Cost. s’intendono gli Svizzeri all’estero che:
a. secondo il diritto svizzero sono sottoposti a curatela generale, o rappresentati
da una persona che hanno designato con mandato precauzionale, a causa di
durevole incapacità di discernimento; oppure
b. secondo il diritto straniero sono sottoposti, a causa di durevole incapacità di
discernimento, a una misura di protezione degli adulti che le priva dell’esercizio
dei diritti civili, sempre che una tale misura possa essere pronunciata
anche in virtù del diritto svizzero.
Art. 18 Esercizio del diritto di voto
1 Gli Svizzeri all’estero esercitano il diritto di voto nel loro ultimo Comune di domicilio.
2 Se non hanno un Comune di domicilio, esercitano il diritto di voto nel loro Comune
d’origine. Se hanno più di un Comune d’origine, lo esercitano in quello che
hanno scelto al momento dell’annuncio di cui all’articolo 12.
3 Il voto può essere espresso deponendo personalmente la scheda nell’urna o per
corrispondenza o, purché siano soddisfatte le condizioni previste, per via elettronica.
4 D’intesa con i Cantoni e i Comuni interessati, il Consiglio federale promuove la
sperimentazione del voto elettronico per gli Svizzeri all’estero, conformemente all’articolo
8a della legge federale del 17 dicembre 19764 sui diritti politici.
Art. 19 Iscrizione nel catalogo elettorale e radiazione
1 Gli Svizzeri all’estero che intendono esercitare i loro diritti politici lo comunicano
al Comune in cui esercitano il loro diritto di voto (Comune di voto) per il tramite
della rappresentanza competente. Il Comune di voto li iscrive nel catalogo elettorale.
2 Gli Svizzeri all’estero che intendono rinunciare all’esercizio dei diritti politici lo
comunicano al loro Comune di voto per il tramite della rappresentanza competente.
3 Se le condizioni per l’esercizio dei diritti politici non sono più soddisfatte, se lo
Svizzero all’estero rinuncia a esercitare i propri diritti politici oppure se il materiale
di voto è rinviato al mittente per tre volte consecutive perché non ha potuto essere
consegnato al destinatario, il Comune di voto radia la persona in questione dal
catalogo elettorale.
4 Il Comune di voto e il DFAE si informano reciprocamente dei cambiamenti e delle
radiazioni di dati rilevanti per il diritto di voto effettuati nel catalogo elettorale o nel
registro degli Svizzeri all’estero.
4 RS 161.1
Legge sugli Svizzeri all’estero
6218
Art. 20 Catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero
1 Il Cantone tiene il catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero in modo centralizzato
presso l’amministrazione cantonale o presso l’amministrazione della capitale
cantonale.
2 Può tenere il catalogo elettorale degli Svizzeri all’estero in modo decentralizzato se
i dati:
a. sono armonizzati e informatizzati in tutto il Cantone; oppure
b. sono periodicamente aggiornati su supporto elettronico presso un ufficio
centrale.
Art. 21 Misure di promozione
Nei limiti dei crediti stanziati, la Confederazione può prendere misure per facilitare
l’esercizio dei diritti politici agli Svizzeri all’estero.
Capitolo 4: Aiuto sociale
Sezione 1: Principio e misure preventive
Art. 22 Principio
La Confederazione concede l’aiuto sociale agli Svizzeri all’estero che vivono in
stato d’indigenza, alle condizioni previste nel presente capitolo.
Art. 23 Misure preventive
La Confederazione può, in casi speciali, prendere o sostenere misure atte a proteggere
gli Svizzeri all’estero da un’indigenza imminente.
Sezione 2: Condizioni per ottenere l’aiuto sociale
Art. 24 Sussidiarietà
L’aiuto sociale è concesso soltanto agli Svizzeri all’estero che non possono provvedere
sufficientemente alla loro sussistenza con mezzi propri, con contributi privati o
con aiuti dello Stato ospite.
Art. 25 Pluricittadinanza
Agli Svizzeri all’estero che possiedono più nazionalità non è di norma concesso
l’aiuto sociale se la nazionalità straniera è preponderante.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6219
Art. 26 Motivi di esclusione
L’aiuto sociale può essere rifiutato o revocato se il richiedente:
a. ha leso gravemente interessi pubblici svizzeri;
b. ottiene o tenta di ottenere prestazioni di aiuto sociale facendo scientemente
dichiarazioni inesatte o incomplete;
c. si rifiuta di informare gli organi di aiuto sociale sulla sua situazione personale
o di autorizzarli a raccogliere informazioni;
d. non adempie le condizioni o gli oneri impostigli, oppure non notifica le
modificazioni essenziali della sua situazione;
e. non fa manifestamente quanto si potrebbe ragionevolmente esigere per
migliorare la propria situazione;
f. utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto sociale.
Sezione 3: Prestazioni di aiuto sociale
Art. 27 Genere ed entità
1 Il genere e l’entità dell’aiuto sociale sono determinati secondo le condizioni particolari
dello Stato ospite, tenendo conto dei bisogni vitali di uno Svizzero che vi
risiede.
2 La Confederazione può concedere un aiuto supplementare agli Svizzeri all’estero
che percepiscono prestazioni di aiuto sociale dallo Stato ospite, nel rispetto del
principio sancito al capoverso 1.
Art. 28 Condizioni e oneri
Le prestazioni di aiuto sociale possono essere vincolate a condizioni e oneri.
Art. 29 Cessione e costituzione in pegno
1 Le prestazioni di aiuto sociale della Confederazione che sono state garantite non
possono essere né cedute né costituite in pegno.
2 Ogni cessione o costituzione in pegno di aiuti sociali della Confederazione è nulla.
Art. 30 Rimpatrio
1 La persona indigente può essere invitata a rimpatriare se tale provvedimento è nel
suo interesse o in quello della sua famiglia. In questo caso la Confederazione non
versa o cessa di versare prestazioni di aiuto sociale all’estero.
2 La Confederazione assume le spese di rimpatrio. Può assumere tali spese anche se
l’indigente decide spontaneamente di rimpatriare.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6220
Art. 31 Spese di sepoltura
La Confederazione può assumere le spese per una decorosa sepoltura degli Svizzeri
all’estero indigenti deceduti fuori della Svizzera, per quanto non vi provvedano i
parenti o lo Stato ospite.
Sezione 4: Procedura
Art. 32 Richiesta
1 Gli Svizzeri all’estero chiedono l’aiuto sociale della Confederazione rivolgendosi
alla rappresentanza competente.
2 La rappresentanza esamina e completa la richiesta e la trasmette, con rapporto e
proposta, alla Direzione consolare (DC) del DFAE.
Art. 33 Decisione
1 La DC decide in merito alle richieste sottopostele e si fa garante dell’aiuto sociale
che concede.
2 In casi urgenti l’aiuto indispensabile è concesso dalla rappresentanza; questa ne
informa la DC.
3 La DC può autorizzare una rappresentanza a concedere direttamente ulteriori prestazioni
di aiuto sociale.
Art. 34 Collaborazione delle società di soccorso
Le rappresentanze possono chiedere la collaborazione delle società svizzere di soccorso
all’estero.
Sezione 5: Restituzione
Art. 35 Obbligo di restituzione
1 Le prestazioni di aiuto sociale devono essere restituite se il beneficiario non ha più
bisogno dell’aiuto sociale e se è garantito un adeguato sostentamento per sé e per la
sua famiglia.
2 Le prestazioni di aiuto sociale ricevute prima del raggiungimento della maggiore
età o in seguito a titolo d’aiuto all’istruzione non devono essere restituite.
3 Chiunque ha ottenuto per sé o per altri prestazioni di aiuto sociale fornendo scientemente
indicazioni inesatte o incomplete è tenuto in tutti i casi a restituirle.
4 Gli eredi sono tenuti a restituire le prestazioni di aiuto sociale di cui ha beneficiato
il defunto, nella misura in cui si trovano arricchiti dall’eredità.
5 La DC decide circa la restituzione. Se le circostanze lo giustificano, essa può
rinunciare interamente o parzialmente alla restituzione.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6221
Art. 36 Durata dell’obbligo di restituzione e crediti senza interessi
1 La restituzione di una prestazione di aiuto sociale può essere richiesta entro dieci
anni dall’ultimo versamento, salvo che il credito sia stato stabilito contrattualmente
o per decisione della DC.
2 I crediti derivanti dall’obbligo di restituzione non fruttano interessi.
Sezione 6: Ripartizione delle spese
Art. 37
1 La Confederazione assume le spese derivanti dalle prestazioni di aiuto sociale
concesse in base al presente capitolo.
2 Le spese che la Svizzera deve rimborsare a un altro Stato in base a una convenzione
d’assistenza sono a carico dell’ente pubblico competente del Cantone
d’origine.
Capitolo 5: Sostegno alle istituzioni a favore degli Svizzeri all’estero
Art. 38
1 La Confederazione può sostenere le istituzioni che promuovono le relazioni degli
Svizzeri all’estero tra loro e con la Svizzera oppure che concedono aiuti agli Svizzeri
all’estero.
2 Essa può in particolare concedere aiuti finanziari all’Organizzazione degli Svizzeri
all’estero, per tutelare gli interessi e assicurare l’informazione degli Svizzeri all’estero.
3 Il DFAE può stipulare convenzioni di prestazioni con le istituzioni di cui al capoverso
1; vi definisce i diritti e gli obblighi di tali istituzioni e il sostegno finanziario
della Confederazione.
Titolo terzo:
Protezione consolare e altri servizi consolari a favore
delle persone all’estero
Capitolo 1: Protezione consolare
Sezione 1: Condizioni
Art. 39 Persone fisiche
1 La protezione consolare può essere concessa alle seguenti persone fisiche:
a. Svizzeri all’estero e cittadini svizzeri che soggiornano all’estero;
b. persone per le quali la Svizzera assume funzioni di protezione.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6222
2 Può essere concessa anche a cittadini svizzeri che possiedono più nazionalità, a
condizione che non ricevano già aiuto da un altro Stato.
3 Una persona che oltre alla nazionalità svizzera possiede anche la nazionalità dello
Stato ospite può beneficiare della protezione consolare svizzera se lo Stato ospite
non vi si oppone.
Art. 40 Persone giuridiche
1 La protezione consolare può essere concessa a persone giuridiche:
a. soggette al diritto svizzero e organizzate conformemente alle sue disposizioni;
e
b. il cui centro dell’amministrazione effettiva è situato in Svizzera.
2 A titolo sussidiario la protezione consolare può essere accordata anche alle persone
giuridiche all’estero se queste sono controllate da un cittadino svizzero o da una
persona giuridica ai sensi del capoverso 1 e se lo Stato ospite non vi si oppone.
3 Per controllo ai sensi del capoverso 2 si intende che la persona che lo detiene:
a. dispone direttamente della maggioranza dei voti nell’organo supremo;
b. ha direttamente il diritto di nominare o di revocare la maggioranza dei membri
dell’organo superiore di direzione o di amministrazione; oppure
c. può esercitare un’influenza dominante in virtù dello statuto, dell’atto di fondazione,
di un contratto o di strumenti analoghi.
Art. 41 Protezione di interessi stranieri
1 La Confederazione può assumere la protezione degli interessi di persone fisiche o
giuridiche di uno Stato straniero. La decisione in merito spetta al Consiglio federale.
2 La protezione di questi interessi non può andare al di là di quella prevista per le
persone svizzere.
Sezione 2:
Sussidiarietà, limitazione e responsabilità della Confederazione
Art. 42 Sussidiarietà
La Confederazione può sostenere persone fisiche e giuridiche all’estero che non
sono in grado o non possono essere ragionevolmente tenute ad assumere la tutela dei
propri interessi da sole o con l’aiuto di terzi.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6223
Art. 43 Limitazione della protezione consolare
1 Non sussiste alcun diritto alla protezione consolare.
2 La Confederazione può rifiutare o limitare un aiuto segnatamente se:
a. vi è il rischio che tale aiuto sia pregiudizievole agli interessi in materia di
politica estera della Confederazione;
b. tale aiuto mette in pericolo altre persone;
c. la persona che richiede l’aiuto non osserva le raccomandazioni della Confederazione
oppure ha in altro modo dato prova di negligenza;
d. la persona che richiede l’aiuto ha abusato di precedenti aiuti.
3 Sono fatti salvi i casi in cui sia minacciata la vita o l’incolumità della persona che
richiede l’aiuto.
Art. 44 Responsabilità della Confederazione
1 Fatto salvo il capoverso 2, la responsabilità della Confederazione è disciplinata
dalla legge del 14 marzo 19585 sulla responsabilità.
2 La Confederazione non risponde:
a. delle raccomandazioni pubblicate e degli aiuti forniti;
b. se la persona in questione non ha osservato raccomandazioni della Confederazione
o ha in altro modo dato prova di negligenza.
Sezione 3: Aiuti
Art. 45 Assistenza generale all’estero
1 L’assistenza generale comprende segnatamente gli aiuti prestati in caso di malattia
e infortunio oppure gli aiuti prestati alle vittime di un grave crimine.
2 In casi particolari la Confederazione può partecipare a operazioni di ricerca e
salvataggio.
3 Se nell’ambito della sua assistenza la Confederazione è informata dalle autorità
dello Stato ospite del decesso di un cittadino svizzero con domicilio in Svizzera, lo
comunica agli stretti congiunti.
4 Nei procedimenti giudiziari all’estero le rappresentanze possono raccomandare un
patrocinatore legale sul posto, senza garanzia.
5 Le rappresentanze possono intervenire presso le autorità locali e centrali dello
Stato ospite tramite i canali consolari e diplomatici.
5 RS 170.32
Legge sugli Svizzeri all’estero
6224
Art. 46 Privazione della libertà
1 Se apprende che una persona è stata privata della libertà all’estero, la rappresentanza
si informa presso le autorità dello Stato ospite sui motivi di tale provvedimento.
2 La rappresentanza si adopera in particolare per:
a. mettersi in contatto con la persona in questione oppure visitarla, se è opportuno
o la persona in questione lo chiede;
b. garantire che siano rispettati il diritto a condizioni di detenzione dignitose, le
garanzie procedurali e il diritto alla difesa della persona in questione.
Art. 47 Prestiti d’emergenza
La Confederazione può concedere prestiti senza interessi, con obbligo di rimborso, a
persone fisiche in difficoltà che si trovano provvisoriamente all’estero:
a. per finanziare il viaggio di ritorno;
b. come aiuto transitorio;
c. per pagare le spese ospedaliere e mediche.
Art. 48 Situazioni di crisi
1 Ogni rappresentanza dispone di un dispositivo di crisi, segnatamente in caso di
conflitti armati, attacchi terroristici, disordini politici, incidenti della circolazione e
catastrofi naturali.
2 Il DFAE e le rappresentanze informano le persone fisiche e i loro familiari in caso
di una situazione di crisi e prestano loro tutta l’assistenza possibile.
3 Le raccomandazioni del DFAE in materia di sicurezza devono essere osservate. Se
la situazione di crisi perdura, il DFAE può raccomandare di lasciare la regione di
crisi. Le persone coinvolte decidono di lasciare la regione di crisi liberamente, a
proprio rischio e a proprie spese.
4 La Confederazione può partecipare a operazioni di ricerca e salvataggio condotte
dallo Stato ospite o da altri Stati.
5 In determinate situazioni di crisi, segnatamente in caso di conflitti armati e di
disordini politici, può consegnare lettere di protezione a persone fisiche e giuridiche
per la loro sicurezza personale o per quella dei loro beni.
6 In caso di guerra o gravi disordini può concedere un aiuto finanziario limitato nel
tempo a persone fisiche che hanno perso senza colpa i loro mezzi di sussistenza
all’estero.
Art. 49 Rapimenti e presa di ostaggi
1 La Confederazione può prestare assistenza a persone fisiche vittime di rapimenti o
di prese d’ostaggi all’estero.
Legge sugli Svizzeri all’estero
6225
2 La rappresentanza venuta a conoscenza di un rapimento o di una presa d’ostaggi si
adopera per trovare aiuti sul posto. In particolare invita le autorità competenti dello
Stato ospite a prendere i provvedimenti necessari.
Capitolo 2: Altri servizi consolari
Sezione 1: Servizi consolari del DFAE
Art. 50 Servizi amministrativi
1 Il DFAE fornisce i servizi consolari di natura amministrativa che non sono disciplinati
da altre leggi o forniti da altri servizi, segnatamente legalizzazioni, attestazioni,
certificazioni da parte di una rappresentanza, depositi effettuati in una rappresentanza
o atti trasmessi alle autorità svizzere tramite una rappresentanza.
2 Il Consiglio federale disciplina questi servizi mediante ordinanza.
Art. 51 Consulenza in materia di emigrazione e rimpatrio
1 Il DFAE offre un servizio d’informazione e di consulenza in materia di emigrazione
e rimpatrio in particolare ai sensi dell’articolo 25 capoverso 1 della legge del
6 ottobre 19896 sul collocamento.
2 Il servizio di consulenza informa gli Svizzeri rimpatriati sulle prescrizioni d’entrata
e sulle condizioni di vita in Svizzera.
Art. 52 Navigazione marittima
Le rappresentanze forniscono servizi consolari nelle questioni concernenti la navigazione
marittima ai sensi degli articoli 43, 56, 57, 59, 65, 82, 119 e 120 della legge
federale del 23 settembre 19537 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera.
Sezione 2: Servizi consolari di competenza di altri dipartimenti
Art. 53 Stato civile
1 Il DFAE assicura il coordinamento tra le rappresentanze e i servizi dell’Ufficio
federale di giustizia (UFG) competenti in materia di stato civile.
2 Le rappresentanze svolgono i compiti concernenti lo stato civile svizzero all’estero.
A tale scopo collaborano con l’UFG e apportano le modifiche al registro degli
Svizzeri all’estero.
6 RS 823.11
7 RS 747.30
Legge sugli Svizzeri all’estero
6226
Art. 54 Cittadinanza
1 Il DFAE coadiuva l’Ufficio federale della migrazione (UFM) nelle questioni
relative alla cittadinanza.
2 Le rappresentanze cooperano in particolare agli accertamenti che devono essere
condotti all’estero in virtù degli articoli 10, 21, 23 e 28 della legge del 29 settembre
19528 sulla cittadinanza.
Art. 55 Documenti d’identità
Il DFAE coadiuva l’Ufficio federale di polizia per il rilascio, il ritiro e la perdita di
documenti d’identità all’estero secondo gli articoli 4–6, 7 e 8 della legge del
22 giugno 20019 sui documenti d’identità.
Art. 56 Notificazioni in materia militare
1 Il servizio militare degli Svizzeri all’estero e degli Svizzeri che possiedono più
nazionalità è disciplinato dagli articoli 4, 5 e 27 capoverso 2 della legge militare del
3 febbraio 199510.
2 Negli affari militari le rappresentanze forniscono segnatamente i seguenti servizi
consolari:
a. trasmissione di domande di congedo all’estero di cittadini svizzeri che hanno
omesso di chiedere tale congedo al momento del loro espatrio;
b. rilascio del foglio militare ai cittadini svizzeri che sono annunciati presso
una rappresentanza e raggiungono la maggiore età;
c. informazioni agli Svizzeri all’estero che scelgono di sostenere il reclutamento
e svolgere la scuola reclute e i servizi d’istruzione in Svizzera;
d. informazioni ai cittadini svizzeri che possiedono più nazionalità in merito al
servizio militare e al riconoscimento dell’adempimento dell’obbligo militare
nell’ambito di un accordo bilaterale.
Art. 57 Previdenza vecchiaia, superstiti e invalidità
Il DFAE coadiuva la Cassa svizzera di compensazione e l’ufficio AI per gli assicurati
all’estero per l’esecuzione dell’assicurazione facoltativa all’estero conformemente:
a. all’articolo 2 (Assicurazione facoltativa) della legge federale del 20 dicembre
194611 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti;
b. all’articolo 1b (Persone assicurate) della legge federale del 19 giugno 195912
su l’assicurazione per l’invalidità.
8 RS 141.0
9 RS 143.1
10 RS 510.10
11 RS 831.10
12 RS 831.20
Legge sugli Svizzeri all’estero
6227
Titolo quarto: Finanziamento, emolumenti e rimborso delle spese
Art. 58 Finanziamento
Mediante decreto federale semplice l’Assemblea federale stanzia il limite di spesa
per un periodo pluriennale per finanziare i provvedimenti previsti:
a. all’articolo 21 (Misure di promozione);
b. all’articolo 37 capoverso 1 (Aiuto sociale);
c. all’articolo 38 (Sostegno alle istituzioni a favore degli Svizzeri all’estero);
d. all’articolo 47 (Prestiti d’emergenza).
Art. 59 Emolumenti
Il Consiglio federale emana disposizioni sulla riscossione di adeguati emolumenti, ai
sensi dell’articolo 46a capoversi 2–4 della legge del 21 marzo 199713 sull’organizzazione
del Governo e dell’Amministrazione, per le decisioni, le prestazioni e
altri atti ufficiali ai sensi della presente legge.
Art. 60 Rimborso delle spese
1 La persona all’origine di un servizio consolare rimborsa le spese sostenute dalla
Confederazione.
2 Le spese sono rimborsate anche se il servizio prestato dalla Confederazione non è
stato fornito su richiesta della persona in questione, ma in base alla presunta volontà
e nell’interesse di quest’ultima.
3 Il Consiglio federale disciplina i dettagli e le eccezioni.
Art. 61 Rinuncia agli emolumenti o al rimborso delle spese
In caso di indigenza della persona in questione o per altre importanti ragioni può
essere concessa una dilazione oppure condonato parzialmente o totalmente il pagamento
degli emolumenti o del rimborso spese. Se il pagamento dell’emolumento o
del rimborso spese viene condonato parzialmente o totalmente è necessario considerare
se la persona in questione ha dato prova di negligenza.
Titolo quinto: Disposizioni finali
Art. 62 Rimedi giuridici
La procedura di ricorso è retta dalle disposizioni generali sull’amministrazione della
giustizia federale.
13 RS 172.010
Legge sugli Svizzeri all’estero
6228
Art. 63 Esecuzione
1 Il Consiglio federale esegue la presente legge.
2 Emana le disposizioni di esecuzione.
3 Per essere valide, le disposizioni cantonali di esecuzione richiedono l’approvazione
della Confederazione.
Art. 64 Collaborazione e delega di attribuzioni
1 I servizi della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni cooperano tra loro gratuitamente.
Il DFAE può stipulare convenzioni di prestazioni con servizi cantonali per
prestazioni straordinarie.
2 Gli uffici della Confederazione e le rappresentanze possono collaborare con autorità
straniere nei limiti delle proprie competenze.
3 Il Consiglio federale può stipulare accordi internazionali sui servizi in ambito consolare.
4 Può incaricare persone giuridiche private attive su un determinato territorio del
rilascio di visti o dell’adempimento di altri servizi consolari specifici, nel caso in cui
la Svizzera non possieda per questo territorio alcuna rappresentanza diplomatica
competente. A tale scopo può stipulare convenzioni di prestazioni.
Art. 65 Statistiche
Il Consiglio federale può ordinare i rilevamenti statistici necessari ai fini della presente
legge e affidare l’analisi dei dati raccolti all’Ufficio federale di statistica o al
DFAE conformemente all’articolo 4 della legge federale del 24 marzo 200014 sul
trattamento di dati personali in seno al Dipartimento federale degli affari esteri, alla
legge del 9 ottobre 199215 sulla statistica federale e all’articolo 15 capoverso 1 della
legge del 23 giugno 200616 sull’armonizzazione dei registri .
Art. 66 Abrogazione e modifica di altri atti normativi
L’abrogazione e la modifica di altri atti normativi sono disciplinate nell’allegato.
Art. 67 Disposizione transitoria
Le prestazioni concesse dalla Confederazione in virtù del diritto anteriore continuano
a essere versate anche dopo l’entrata in vigore della presente legge.
14 RS 235.2
15 RS 431.01
16 RS 431.02
Legge sugli Svizzeri all’estero
6229
Art. 68 Coordinamento con la legge del 20 giugno 2014 sulla cittadinanza
Indipendentemente dal fatto che entri prima in vigore la legge del 20 giugno 201417
sulla cittadinanza o la presente legge, all’atto della seconda di queste entrate in
vigore o in caso di entrata in vigore simultanea delle due leggi l’articolo 54 capoverso
2 della presente legge riceve il seguente tenore:
Art. 54 cpv. 2
2 Le rappresentanze cooperano in particolare agli accertamenti che devono essere
condotti all’estero in virtù degli articoli 7, 21 capoversi 2 e 4, 26 e 27 della legge del
20 giugno 201418 sulla cittadinanza.
Art. 69 Referendum ed entrata in vigore
1 La presente legge sottostà a referendum facoltativo.
2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.
Consiglio degli Stati, 26 settembre 2014 Consiglio nazionale, 26 settembre 2014
Il presidente: Hannes Germann
La segretaria: Martina Buol
Il presidente: Ruedi Lustenberger
Il segretario: Pierre-Hervé Freléchoz
Data della pubblicazione: 7 ottobre 201419
Termine di referendum: 15 gennaio 2015
17 FF 2014 4461
18 RS ...; FF 2014 4461
19 FF 2014 6213
Legge sugli Svizzeri all’estero
6230
Allegato
(art. 66)
Abrogazione e modifica di altri atti normativi
I
Sono abrogati:
a. la legge federale del 19 dicembre 197520 sui diritti politici degli Svizzeri
all’estero;
b. la legge federale del 21 marzo 197321 sull’aiuto sociale e i prestiti ai cittadini
svizzeri all’estero;
c. il decreto federale del 22 giugno 196222 concernente la concessione di una
garanzia sussidiaria alla Società cooperativa «Fondo di solidarietà degli
Svizzeri all’estero».
II
La modifica del 17 giugno 201123 della legge federale del 19 dicembre 197524 sui
diritti politici degli Svizzeri all’estero (Semplificazione del rinnovo dell’iscrizione
nel catalogo elettorale) è priva di oggetto.
III
Gli atti normativi qui appresso sono modificati come segue:
1. Legge del 13 dicembre 200225 sul Parlamento
Art. 152 cpv. 3
3 In caso di progetti essenziali e di modifiche pianificate nella rete di rappresentanze
diplomatiche e consolari svizzere all’estero, nonché prima di stabilire o modificare
le direttive e linee direttrici concernenti il mandato per negoziati internazionali
importanti, il Consiglio federale consulta le commissioni competenti per la politica
estera. Le informa altresì sullo stato di realizzazione dei progetti e sul proseguimento
dei negoziati.
20 RU 1976 1805, 1991 2388, 2002 3193, 2007 4637, 2009 5685, 2011 725
21 RU 1973 1976, 2000 1915, 2006 2197, 2008 3437, 2009 5685, 2011 725
22 RU 1962 1235
23 FF 2011 4331
24 RS 161.5
25 RS 171.10
Legge sugli Svizzeri all’estero
6231
2. Legge federale del 24 marzo 200026 sul trattamento di dati personali
in seno al Dipartimento federale degli affari esteri
Art. 4 cpv. 1, 2 lett. a, 3 lett. c e d
1 Le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere all’estero (rappresentanze) e
la Direzione consolare gestiscono, allo scopo di adempiere i compiti consolari, un
registro degli Svizzeri all’estero con i dati delle persone che si sono iscritte presso la
rappresentanza, dei loro coniugi, dei loro partner registrati e dei loro figli.
2 Le rappresentanze e i servizi competenti del Dipartimento trattano inoltre i dati
riguardanti:
a. gli Svizzeri all’estero e gli Svizzeri che soggiornano temporaneamente
all’estero, eventualmente i loro coniugi, i loro partner registrati e i loro figli,
nell’ambito della protezione consolare;
3 Le collezioni di dati possono contenere:
c. dati degni di particolare protezione relativi al patrimonio e al reddito nonché
alla salute delle persone che hanno chiesto l’aiuto sociale, per quanto necessario
per adempiere i compiti previsti dalla legge;
d. indicazioni relative al patrimonio e al reddito delle persone che hanno chiesto
un prestito d’emergenza, nonché sulle ragioni dell’emergenza; in casi
eccezionali possono essere trattati dati relativi allo stato di salute, nella
misura in cui siano assolutamente indispensabili per giustificare la situazione
di emergenza.
Art. 6 lett. g
Il Consiglio federale emana disposizioni esecutive concernenti:
g. la trasmissione di dati personali all’Ufficio federale di statistica.
3. Legge del 23 giugno 200627 sull’armonizzazione dei registri
Art. 2 cpv.1 lett. d
1 La presente legge si applica ai seguenti registri:
d. il sistema d’informazione Gestione in rete dei dati relativi agli Svizzeri
all’estero (VERA) del Dipartimento federale degli affari esteri;
26 RS 235.2
27 RS 431.02
Legge sugli Svizzeri all’estero
6232
4. Legge federale del 23 settembre 195328 sulla navigazione marittima
sotto bandiera svizzera
Art. 81
Abrogato
5. Legge del 6 ottobre 198929 sul collocamento
Art. 25 cpv. 1, 2 e 2bis
1 Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) gestisce un servizio di consulenza
che fornisce, senza garanzia di esattezza, informazioni sulle prescrizioni
d’entrata, le possibilità di lavoro e le condizioni di vita nei Paesi esteri e le trasmette
a persone che desiderano esercitare un’attività lucrativa all’estero.
2 La SECO sostiene nella ricerca di un posto di lavoro i cittadini svizzeri che desiderano
rimpatriare e coordina gli sforzi degli uffici del lavoro per il collocamento degli
Svizzeri rimpatriati.
2bis La Confederazione può sostenere la ricerca di posti di lavoro all’estero con altri
provvedimenti.
Art. 35 cpv. 3 lett. j
3 I seguenti uffici possono accedere al sistema d’informazione mediante procedura
di richiamo al fine di adempiere i loro compiti legali:
j. il DFAE;
6. Legge federale del 24 giugno 197730 sull’assistenza
Art. 1 cpv. 3
3 L’assistenza degli Svizzeri all’estero è retta dalla legge del 26 settembre 201431
sugli Svizzeri all’estero; quella dei richiedenti l’asilo, dei rifugiati, delle persone
bisognose di protezione, delle persone ammesse provvisoriamente e degli apolidi è
retta da atti legislativi particolari32 della Confederazione.
28 RS 747.30
29 RS 823.11
30 RS 851.1
31 RS …; FF 2014 6213
32 RS 142.31, 855.1